E’ notizia di pochi giorni fa che Michael Jordan ha deciso di vendere gli Charlotte Hornets a una cordata, che comprende l’attuale socio di minoranza della squadra Gabe Plotkin e il co-proprietario degli Atlanta Hawks Rick Schnall.
Jordan è proprietario degli Hornets dal 2010, e dopo la notizia e in attesa che l’affare vada in porto, ci si è chiesto perché proprio ora MJ abbia deciso di procedere.
Gli Hornets hanno fatto i playoffs sole 3 volte da quando l’ex superstar dei Chicago Bulls li ha rilevati. A conti fatti, a oggi Jordan è uno dei proprietari NBA più fallimentari se si guarda al successo della squadra. Con LaMelo Ball, selezionato al draft NBA 2020 con la terza chiamata assoluta, Charlotte ha raggiunto per due volte i play-in, anticamera della post-season, venendo però eliminata per due volte in due sconfitte nette, e la stagione 2022-23 è stata una delle peggiori, iniziata col caso giudiziario e successiva condanna per violenza domestica per l’ala Miles Bridges, e proseguita con gli infortuni di Ball e Gordon Hayward, e con tante sconfitte.
Mediocrità che, a meno di grande fortuna al draft 2023 (ergo, Victor Wembanyama) potrebbe continuare per gli Charlotte Hornets, squadra peraltro tra le meno attraenti tra i 30 team NBA, e mercato piccolo.
Perché ora, dunque?
Il tempismo non ci vieta di lanciarci in quella che per ora può essere al massimo una speculazione, o meglio una suggestione: vedere Michael Jordan, semmai vorrà ancora operare da proprietario nel business NBA, perlomeno socio della per ora ipotetica nuova franchigia d’espansione che potrebbe trovare sede a Las Vegas.
L’idea dell’approdo anche della NBA a Las Vegas è orma vecchia di qualche anno. Di recente, LeBron James ha spinto in questa direzione e anche nel suo caso le sue parole sono state lette come possibile futuro interesse ricoprire un ruolo da co-proprietario della squadra (LeBron deve prima smettere di giocare, le regole NBA gli vietano infatti coinvolgimenti societari da giocatore in attività).
Michael Jordan non ha più questo problema, e oltre a essere semplicemente il più grande giocatore di tutti i tempi, ha al momento un altro status importante. MJ è infatti l’unico nero proprietario di maggioranza di una franchiga NBA, unico su 30, e quando gli Hornets passeranno di mano e in attesa di nuove figure in futuro, non ve ne saranno più.
Quanto valgono oggi gli Charlotte Hornets? Al 2022 il valore stimato era di 1.7 miliardi di dollari, Michael Jordan li rilevò nel 2010 per “appena” 275 milioni. Secondo quanto riportato da ESPN, l’interesse di MJ almeno per il momento sarebbe quello di restare in società con una quota di minoranza.
L’impresa di portare la NBA a Las Vegas sarebbe all’altezza di Michael Jordan, e negli ultimi anni a città dei casinò in Nevada è diventata un grande attratore di squadre profesionistiche: i Golden Knights nella NHL, le Las Vegas Aces della WNBA e soprattutto i Las Vegas Raiders della NFL per citare le più importanti. Ci manca solo la NBA.
L’espansione a 31 squadre non è nei piani immediati di Adam Silver, che deve prima pensare al rinnovo del contratto collettivo di lavoro CBA con giocatori e proprietari, con tutte le insidie che questo comporta. Dal 2025 o 2026 è inevitabile che si tornerà a parlare di NBA a Las Vegas, in lizza per un possibile expansion team ci sono anche il Canadacon Montreal e la “solita” Seattle.
Per allora, LeBron James potrebbe aver appeso le scarpe al chiodo o almeno annunciato una data per l’evento. E allora, immaginare LeBron e Michael Jordan in squadra assieme, magari da soci di una nuovissima franchigia NBA a Las Vegas, potrebbe non essere solo una suggestione.

