Grande corsa quest’anno per il rookie of the year: almeno 5 infatti sono ragionevolmente considerati tra i papabili vincitori di questa speciale categoria. Wiggins forse il più gettonato, il grande emergere di Elfrid Payton sta facendo notizia in questo periodo, Mirotic sta tornando quello di un tempo anche al di là dell’oceano e Smart sta finalmente trovando minuti di qualità a Boston.
Di Nerlens Noel, però, se ne parla forse troppo poco per quello che ha fatto vedere sin qui. Noel è infatti forse il rookie che sta impressionando più di tutti: dopo non aver mai giocato la sua prima stagione a Philadelphia, causa un operazione al crociato anteriore, quest’anno Noel è in testa su tutti gli altri giocatori al primo anno per quanto riguarda rimbalzi (7.9), stoppate (1.9), recuperi (1.8) e doppie doppie (13). Cifre difficili da vedere per un giocatore al primo anno.
Per tutta la stagione il ranking dei rookie, stilato dagli addetti di nba.com, ha visto costantemente Noel nelle prime sette posizioni, frutto del suo straordinario lavoro soprattutto nella metàcampo difensiva: sotto questo aspetto – e i numeri, per una volta, confermano – risulta infatti il migliore tra i rookie e, perché no, tra i migliori di tutta la lega. Dalla pausa dell’All Star Weekend, periodo coincidente anche con la partenza di Micheal Carter Williams, l’ex Kentucky viaggia con una doppia doppia abbondante e quasi 3 stoppate a sera: cifre a dir poco notevoli.
Il suo modo di interpretare la fase difensiva è straordinario: braccia e gambe perennemente in movimento, che causano innumerevoli palle perse agli avversari: che ci si creda o no, Phila è prima per recuperi nell’intera NBA (davanti anche a una macchina difensiva come Golden State) e dodicesima per efficienza difensiva, e parte del merito va dato senza dubbio a Noel. E se uno così attivo, anche sul perimetro se è necessario, aggiunge alle sue skills anche quella di stoppatore doc (alla numero 8 nella nega), allora le basi per costruire qualcosa di importante ci sono per davvero; per il momento, il classe ’94 pare essere l’unico vero motivo per cui gli spalti del Wells Fargo Center (l’arena dei 76ers) vedono ancora qualche anima che va a sostenere una squadra che, a sprazzi, ancora un po’ diverte, grazie anche e soprattutto al potenziale rookie dell’anno.
Per NBA Passion,
Nicola Siliprandi.


