Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMilwaukee BucksBucks battuti, Giannis ne ha per tutti: “Siamo completamente disorganizzati”

Bucks battuti, Giannis ne ha per tutti: “Siamo completamente disorganizzati”

di Michele Gibin
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La sconfitta in semifinale contro gli Indiana Pacers non è piaciuta per nulla a Giannis Antetokounmpo, uno che al di là dei discorsi sui fallimenti sportivi, non ama perdere.

Giannis ne ha avuto per tutti in conferenza stampa dopo il 128-119 con cui Tyrese Haliburton e gli Indiana Pacers sono volati in finale dell’NBA in-season tournament dove troveranno i Los Angeles Lakers. Antetokounmpo, che ha segnato 37 punti con 10 rimbalzi, ha buttato tutti, compreso sé stesso, sotto il proverbiale bus. Allenatore (soprattutto, e non è la prima volta), compagni di squadra, organizzazione difensiva.

Allora. La mole di talento che abbiamo è incredibile e lo sappiamo. Ma dobbiamo essere più organizzati. A volte mi sembra che siamo del tutto disorganizzati, a volte sembra che non sappiamo cosa vogliamo fare in attacco e in difesa nessuno torna. Non tentiamo abbastanza tiri veloci da tre. Alla fine si tratta di marcare i portatori di palla, di sapere dove è il pallone, abbiamo concesso tante schiacciate, tanti tiri da tre punti aperti anche nei primi secondi di un’azione. Non va bene“.

Nessuno ci lascerà niente, a volte mi sembra che pensiamo che tanto vinceremo solo perché abbiamo tanti grandi giocatori, ma gente come Haliburton, come Myles Turner o Aaron Nesmith non ti regala le partite. Dobbiamo fare meglio, dobbiamo giocare e prenderci quello che vogliamo. Restiamo grandi giocatori ma se non diamo tutto, nessuno ci rispetterà mai“.

Oggi ci hanno presi a calci” ancora Giannis “E’ così, guardate anche solo al tabellino, sono stati molto più bravi loro. E noi ora dobbiamo occuparcene, lunedì si gioca ancora e noi abbiamo da allenarci, parlarne e guardare i video. Il coach? Siamo noi giocatori a doverlo fare perché abbiamo tutto ciò che serve (…) l’allenatore può dirci di fare una cosa, ma siamo noi a doverla fare no? Se non torni in difesa non è colpa del coach, se non esegui uno schema, se perdi il pallone e lo dai al tuo avversario non è colpa del coach“.

E dopo la partita, come riportato da Chris Haynes per Bleacher Report, Bobby Portis sarebbe arrivato a riprendere persino coach Adrian Griffin, chiedendo “di più e meglio” dal suo allenatore e dalla squadra, soprattutto nei momenti decisivi in termini di organizzazione in attacco.

Sicuramente posso fare un lavoro migliore nel chiamare certi set offensivi” ha detto Adrian Griffin dopo la partita “soprattutto nei finali. Ma avevamo comunque una chance di vincerla alla fine. Solo non l’abbiamo chiusa nel quarto quarto come di solito facciamo“.

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