Il Gm dei Golden State Warriors Mike Dunleavy si è limitato a rassicurare che la sua intenzione “è di riavere tutti il prossimo anno, e di aspettarsi che sarà così”, con Klay Thompson imminente free agent e Draymond Green ancora in gruppo.
Dopo il KO ai play-in contro Sacramento e l’eliminazione alle porte della post-season, Dunleavy ha manifestato a Thompson il proprio desiderio di vedere il 4 volte campione NBA ancora a Golden State. L’intenzione di entrambe le parti è la medesima, di cifre e anni si inizierà a parlare più avanti e sarà qui che si giocherà la partita.
“Di sicuro rivogliamo Klay qui, e gliel’ho fatto sapere già ieri” ha detto Mike Dunleavy “E la stessa cosa hanno espresso i nostri giocatori, lo staff, il front office e la proprietà, tutti lo vogliamo ancora qui con noi- Thompson è ancora un ottimo giocatore e penso che abbiamo ancora tanti buoni giocatori con noi, e abbastanza asset per arrivare a altri buoni giocatori e migliorarci. Per cui spero e sono ottimista che si possa trovare un accordo, ma deve essere un accordo che soddisfi entrambe le parti (…) Joe Lacob è un proprietario che non ha paura di spendere ma costruire una squadra pagandola 400 milioni di dollari e poi non fare i playoffs, non è la cosa migliore“.
Durante la conferenza stampa di fine stagione, coach Steve Kerr si è augurato che il trio Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green “possa restare qui a vita, c’è del valore nel tenere questi tre assieme e del valore nel chiudere assieme e con dignità“.
Su Draymond Green, Kerr ha dato una risposta lunga e complessa, che ben spiega anche la “sindrome di Stoccolma” sportiva che Dray provoca alla sua squadra. “Green è uno dei giocatori più competitivi e intelligenti che abbia mai visto. Ma prende anche delle decisioni che danneggiano la squadra, e queste non sono intelligenti. Per cui come tenere assieme il tutto? E’ la parte più difficile ma dirò questo: se avessimo pensato che non ne valesse la pena, avremmo preso la decisione di voltare pagina com lui già tempo fa. Ma ne vale la pena non solo se guardiamo ai 4 titoli che abbiamo vinto assieme, ma anche a che persona meravigliosa sia Draymond Green“.
“Green è un tipo complesso. Il suo rapporto con questa franchigia è complesso ma alla base ci sono passione e lealtà, cose che condividiamo con lui. Non c’è tanto da riconciliarsi con lui quanto aiutarlo a attraversare certi momenti e assicurarsi di avere sempre la sua versione migliore“.

