Dopo il deludente finale di stagione con la cocente e netta eliminazione per mano degli Heat nelle finali di Conference, gli Indiana Pacers erano determinati a ripartire col piede giusto per tornare ad essere grandi in questa stagione, ma una tegola pesantissima si è abbattuta sulla squadra costruita da Larry Bird: durante la classica amichevole tra i giocatori della nazionale statunitense, Paul George, stella dei Pacers, nel tentativo di stoppare James Harden, si è rotto la tibia ricadendo contro il sostegno del canestro.
Questo evento sfortunato ha gettato nel quasi totale sconforto la franchigia dell’Indiana, che in Paul George vedeva il giocatore in grado di riportarli in finale, ripercorrendo il magico cammino di Reggie Miller. Altra tegola è stata la partenza di Lance Stephenson, che in estate ha firmato un triennale da 27 mln (18 garantiti) con gli Hornets di Charlotte. In sostanza, i Pacers si sono ritrovati senza i loro migliori giocatori in un colpo solo. Allora Bird si è dovuto muovere in tutta fretta per poter coprire il vuoto lasciato da Stephenson e da George. Il 16 luglio è arrivato alla corte di Frank Voegel Rodney Stuckey, che ha firmato un contratto annuale per la cifra di 1,27 mln di dollari e che tanto bene sta facendo in questa stagione in uscita dalla panchina. Altra mossa per rinforzare la panchina è stata la firma di C.J. Miles per la cifra di 13,1 mln ( più altri 4 in player option) per quattro anni. La stagione dei Pacers non è andata nel verso giusto fino alla pausa dell’All-Star Game, a causa anche dei ricorrenti infortuni che hanno colpito i giocatori più importanti, George Hill, Roy Hibbert David West e C.J. Miles. Grazie alla settimana di pausa e ai continui progressi fatti da George nel tentativo di recuperare il più in fretta possibile dall’infortunio, i Pacers hanno trovato nuovi stimoli e dopo la fine della festa delle stelle hanno infilato una serie di successi importanti con numeri, specialmente difensivi, da capogiro. Unica nota storta è Roy Hibbert, che non ha rispettato le attese sul suo miglioramento dall’infortunio di George.
Arrivati ad una decina di partite dalla fine della regular season, i Pacers hanno ritrovato George, che nella gara del rientro (proprio contro i Miami Heat), ha infilato 13 punti dalla panchina aiutando i suoi a vincere uno degli scontri diretti verso quell’agognato ottavo posto che significherebbe playoffs. Analizzando la stagione dei Pacers sotto il punto di vista economico, possiamo notare che tre contratti spiccano su tutti gli altri, quelli di George (che ha firmato un contratto al massimo salariale che lo terrà legato ai Pacers per un bel po’ di tempo), quello di Hibbert ( che scadrà quest’anno ma che contiene una clausola da player option per il prossimo anno per un totale di 30 mln ) e quello di West (che si trova nella stessa situazione di Hibbert ma che percepisce uno stipendio di 12 mln di dollari, circa tre in meno il proprio compagno). Subito sotto c’è il contratto del playmaker titolare della squadra, George Hill, che percepisce ad oggi un contratto da 8 mln l’anno per tre anni). Una delle motivazioni per cui “Born Ready ” è stato lasciato andare è proprio per via dei contratti dei suoi compagni di squadra, che ad oggi vanno ad occupare circa il 75 % del salary cap. Tale salary cap ad oggi è di 75 mln di dollari, 63 e mezzo la prossima stagione (senza contare le player option di West e Hibbert) e 34 tra due anni, cioè quando entrerà in vigore il nuovo contratto collettivo. L’obiettivo principale per questa stagione resta quello di arrivare ottavi, anche se Boston dista ad oggi 1 gara piena. Quindi, nel caso in cui i Pacers dovessero fallire gli obbiettivi prefissati ad inizio stagione, la dirigenza e la squadra, insieme allo staff, si concentreranno sulla prossima stagione che incontrerà sin da subito bivi importanti, tra cui le scelte di Hibbert e West.
Per NBA Passion
Alessandro Maritato



