Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsKerr: “I giovani imparino a giocare con Steph” e Podziemski: “Se sono libero, tiro”

Kerr: “I giovani imparino a giocare con Steph” e Podziemski: “Se sono libero, tiro”

di Michele Gibin
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Uno dei piccoli piaceri del periodo delle feste 2024-25 è quello di vedere i Golden State Warriors arrabattarsi per non ammettere il palo clamoroso colpito con Brandin Podziemski, o perlomeno con la decisione di rendere incedibile il giocatore mancino anche per eventuali trade tardo estive per un All-Star come Lauri Markkanen.

Podziemski non ha fatto faville in campo (finora) al suo secondo anno NBA, in compenso ha fatto parecchio girare le… scatole ai tifosi di Golden State, e pazienza, ma soprattutto a coach Steve Kerr. Podz non è per il momento finito fuori dalle rotazioni perché agli Warriors serve qualcuno che possa segnare, e il giocatore in questione può farlo, Kerr si limita per così dire a farlo bersaglio dei suoi strali anche quando il coach non lo cita espressamente ma si sa che sta parlando di lui.

Come acccaduto ancora di recente, dopo la vittoria per 113-103 contro i Minnesota Timberwolves che ha ridato un poco di slancio agli Warriors. Steve Kerr ha parlato dell’approccio e della presenza mentale che vorrebbe vedere dai più giovani a roster quando si tratta di giocare in un sistema più che collaudato come il suo, e che ruota attorno a Stephen Curry. “Noi abbiamo Steph in squadra per cui la palla bisogna passarla. Bisogna muoverla, così abbiamo fatto per 10 anni ed è importante che i nostri giovani lo capiscano. Non abbiamo bisogno di un tiro dalla media contestato dopo 12 secondi di azione, quello non è un buon tiro. Quando hai Stephen Curry in squadra, passa il pallone. La scelta è, o facciamo così e vinciamo le partite oppure ci prendiamo tutti questi tiri da 5 metri contestati con ancora tempo sul cronometro e fare schifo. Sta a noi e stiamo martellando su questo“.

Abbastanza perché poi i reporter andassero a chiedere a Brandin Podziemski che cosa ne pensasse delle parole del suo head coach, fiduciosi che Podz non li avrebbe delusi. E infatti. “In realtà quando gioco non è che ci pensi su. Se sono in campo e sono libero, io tiro, e se non sono libero, passo il pallone, non è che ci perda il sonno. So che abbiamo Steph Curry in squadra e se è libero gli passo il pallone. Non ho così bisogno di leggere così a fondo in certi messaggi“.

Apriti cielo. Il buon Brandin Podziemski, già malsopportato da parte dei tifosi, ha quindi pensato bene una volta riletto ciò che aveva detto, di chiarire con un messaggio sui social per recuperare punti. “Steph è Steph e io ho sempre detto quanto sia il mio rispetto per lui dentro e fuori dal campo. E’ un GOAT e una leggenda per un motivo. In campo bisogna fare attenzione a non pensare troppo quando si gioca, occorre avere fiducia e fare ciò che l’allenatore ti dice, e essere intelligenti. A volte questo vuol dire tirare, a volte passarla o portare un buon blocco per un compagno“.

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