Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiCome sta procenendo la ricostruzione dei Portland Trail Blazers

A giugno 2023 si era presentata una ventata d’aria fresca quando Phil Knight, fondatore e CEO di Nike, aveva fatto un’offerta da 2 miliardi di dollari per comprare i Portland Trail Blazers, rifiutata però subito da Jody Allen, proprietaria e sorella dello storico proprietario Paul Allen, che comprò la franchigia nel 1988. Ad ottobre dello stesso anno arrivò anche la dipartita dal giocatore più forte che la franchigia avesse avuto negli ultimi 30 anni, ovvero Damian Lillard. E da lì in poi, tifoso dei Blazers non è più stato divertente esserlo.

La franchigia dell’Oregon, infatti, sta viaggiando in quella mediocrità che in NBA difficilmente porta da qualche parte. Dopo aver finito con il record peggiore della Western Conference l’anno scorso grazie a sole 21 vittorie e ben 61 sconfitte, quest’anno dopo le prime 37 partite della stagione, il bilancio parla di 13 vittorie e 24 sconfitte. E stando a come sono messe le cose ora come ora, sarà difficile invertire il senso di marcia fino a fine stagione.

Tanti danno la colpa a Chauncey Billups per l’andamento dei Portland Trail Blazers

E se le cose in campo non vanno molto bene, molti attribuiscono questa colpa a Chauncey Billups, allenatore dei Blazers dal 2021, e ad un front office incapace di muoversi adeguatamente alle richieste prima di Lillard poi della situazione creatasi a causa della sua partenza. Molti tifosi hanno già chiesto “la testa” del campione NBA nel 2004 con la maglia dei Detroit Pistons, a scapito di un allenatore più esperto. La dirigenza, dal canto suo, ha però sempre fatto intendere di avere fiducia in Billups e di voler continuare con lui in futuro.

Nei 3 anni e mezzo da capo allenatore, l’ex giocatore dei Pistons non ha mai portato la sua squadra ai playoffs, anzi. Nelle 281 panchine con i Blazers, il record di Billups parla di 94 vittorie e 189 sconfitte. È anche vero che, a parte i primi due anni in cui aveva ancora a disposizione Lillard, per il resto, i roster costruitogli da parte della dirigenza non verranno sicuramente ricordati negli annali.

Il draft del 2024 sembra che non passerà alla storia come uno dei migliori di sempre, cosa che però quello del 2025 ha il potenziale di fare, almeno per quanto riguarda la storia recente. La presenza infatti di prospetti come Cooper Flagg, Ace Bailey e Dylan Harper su tutti, ha riposto molto valore nella prima scelta assoluta che, stando ai mock draft più recenti, è saldamente in mano al prospetto di Duke. Scoot Henderson, Shaedon Sharpe, Donovan Clingan, Toumani Camara e Deni Avdija sono già un buon gruppo di giovani su cui ripartire. Se a questi si aggiungesse uno tra i tre sopracitati, i propositi per un bel futuro non mancherebbero di certo.

You may also like

Lascia un commento