Nell’ultima partita casalinga prima della trade deadline NBA di giovedì, Anfernee Simons ha ribadito perché i Celtics dovrebbero puntare ancora su di lui. Boston ha travolto Milwaukee 107-79, migliorando il proprio record a 31-18 e portandosi avanti ai Knicks per il secondo posto a Est, con la guardia arrivata da Portland ancora una volta decisiva dalla panchina.
Il futuro di Simons resta l’interrogativo principale. Acquisito nello scambio estivo legato a Jrue Holiday, ha sempre ricoperto il ruolo di sesto uomo e finora ha collezionato tutte le sue 48 presenze in uscita dalla panchina. Contro i Bucks ha lasciato subito il segno: 11 punti nel primo quarto, quattro dei primi sei tiri a bersaglio e una tripla da oltre otto metri sulla sirena.
«Questo è stato il suo ruolo e ha fatto un grande lavoro nell’accettarlo, su entrambi i lati del campo», ha detto coach Joe Mazzulla. «Avere un altro giocatore capace di togliere pressione agli altri e segnare con naturalezza, sia in catch-and-shoot che dal palleggio o attaccando il ferro, ci rende semplicemente migliori».
Simons ha chiuso con 27 punti, 10 su 18 dal campo e sei triple, ricevendo l’ovazione del pubblico nel quarto periodo, possibile segnale d’addio prima della prossima trasferta. «A volte si arrabbiano con me quando tiro, ma mi piace sentire la partita», ha spiegato. «Cercano solo di darmi la massima fiducia per essere me stesso e giocare».
Terzo nei Celtics per triple realizzate a gara e tra i migliori realizzatori dalla panchina dell’intera NBA, Simons si è ritagliato un ruolo fondamentale, mostrando anche progressi difensivi rispetto ai dubbi che lo accompagnavano a Portland. Joe Mazzulla, consapevole delle voci di mercato, mantiene un dialogo costante con i giocatori: «Parlo con loro ogni giorno, a seconda di dove sono mentalmente e di cosa serve in quel momento».
Per Simons, comunque vada, l’esperienza a Boston è già significativa: «È stata un’opportunità per andare in campo e mostrare quello che so fare».

