Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsPaul Pierce fa mea culpa…. ma non troppo

Paul Pierce fa mea culpa…. ma non troppo

di Alessandro Maritato

Il più classico degli “step back” per Paul Pierce, ala degli Wizards, che recentemente si era espresso in maniera poco nobile nei confronti della sua ex squadra, i Brooklyn Nets. Infatti, P Square, prima della sfida persa in doppio OT in quel di Indiana, aveva rilasciato delle dichiarazioni al veleno nei confronti della franchigia di Prokorov e nei confronti de suoi ex-compagni, rei secondo Pierce di non allenarsi abbastanza. Ma la dichiarazione che più ha scaldato gli animi è stata quella in cui definiva orribile la sua esperienza ai Nets.

Paul Pierce con la sua nuova maglia, chiamato a portare in alto il nome  degli Wizards

Paul Pierce con la sua nuova maglia, chiamato a portare in alto il nome degli Wizards

Dopo la gara persa in OT questa notte alla quick and Loans Arena in quel di Cleveland stanotte, Pierce, intervistato da Rachel Nichols di CNN.com, è tornato sulle sue dichiarazioni e si è espresso così: “Sono un po’ rammaricato per aver usato la parola orribile, perché non volevo che si creasse tutto questo rumore per sostanzialmente nulla”; proseguendo l’intervista, Pierce ha fatto comunque capire la differenza abbastanza marcata di cultura tra le due franchigie, citando in particolar modo il rapporto quasi familiare all’interno dello spogliatoio e con lo staff, cosa che, secondo Pierce, risulta mancante in quel di Brooklyn. Risposte ufficiali a Pierce non ne sono arrivate, ma l’eco di queste parole potrebbe pesare in un futuro prossimo, perché nell’immediato presente le due squadre devono pensare al loro primo turno di playoff, che vedrà Pierce ed i suoi Wizards affrontare i Raptors (per Pierce sarà un Flashback perché la scorsa stagione decise con una stoppata ai danni di Lowry gara 7 portando i Nets alle semi-finali di conference contro gli Heat) ed i Nets all’improbabile sfida agli Hawks, padroni assoluti della Eastern Conference.

Per NBA Passion,
Alessandro Maritato

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