Continuano, a quasi due mesi dalla trade Doncic, le proteste da parte dei fan dei Mavericks ai danni del Gm Nico Harrison. Il tormentone diventato simbolo del disprezzo dei tifosi per la dirigenza di Dallas, “Fire Nico”, viene infatti gridato ad ogni occasione possibile, specie durante le partite casalinghe. Anche nella sconfitta di questa notte contro i Sixers, quando PJ. Washington si è presentato in lunetta per tirare i liberi, dagli spalti un tifoso ha gridato ripetutamente, incitando al licenziamento dell’attuale Gm.
Questa rottura totale tra dirigenza e tifoseria sembrerebbe aver stancato lo stesso Washington, che al termine dell’incontro ha mostrato tutto il suo malcontento per l’attuale situazione.
“In questo mondo, le trade avvengono, fanno parte del gioco. Sappiamo di avere una squadra nuova ora”, ha detto Washington “Tutta quella roba del ‘licenziate Nico’, siamo stufi di sentirla. Vogliamo solo andare là fuori e giocare, e vogliamo che i tifosi ci sostengano, non importa chi sia in campo. È così che la penso”.
Dalla loro però i tifosi Mavs hanno più di un motivo per essere scontenti. Molti ancora, a quasi due mesi dalla trade più grande della storia, non si capacitano di come Doncic, simbolo della squadra e uno dei migliori al mondo, sia stato mandato via con tanta facilità. Come se non bastasse, per ironia della sorte, Davis si è rotto durante la sua prima partita e da lì non ha più messo piede in campo, almeno finora. A peggiorare il tutto ci ha infine pensato il brutto infortunio di Irving, che lo terrà fuori fino al termine della stagione almeno. Diciamo quindi che i tifosi hanno più di un motivo per avercela con Nico Harrison.
L’opinione di Max Christie: “Siamo professionisti”
Meno critico nei confronti dei fan rispetto a Washington è stato invece Max Christie, arrivato dai Lakers proprio con la trade di Doncic. La guardia di Dallas ha infatti ribadito che, in quanto professionisti, i giocatori non si devono e possono lasciar influenzare nelle prestazioni in campo dai tifosi.
“Sicuramente i cori non sono piacevoli da sentire, ma non posso dire molto a riguardo, ad essere onesto”,
ha detto Christie. “Siamo pagati un sacco di soldi solo per giocare a basket, quindi anche se ci sono piccole cose del genere che possono distrarre, non dobbiamo farci influenzare. Siamo professionisti. Siamo i migliori in quello che facciamo in questo sport. Le distrazioni ci saranno, e dobbiamo essere in grado di andare avanti e superarle e non lasciare che ci influenzino”.
Pensiero decisamente più mite quello di Christie che, unito alle sue buone prestazioni dall’arrivo in Texas, sicuramente lo aiuteranno a farsi apprezzare dai tifosi.

