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Olimpia Milano, i regali non si rifiutano… Altro fallimento in Eurolega

di Kevin Martorano
Olimpia Milano Eurolega

Olimpia Milano, i regali non si rifiutano, si sa: l’Anadolu Efes di coach Luca Banchi, ex allenatore biancorosso, ha espugnato Belgrado sponda Stella Rossa dopo un tempo supplementare regalando la possibilità all’EA7 Emporio Armani Milano di giocarsi la qualificazione alla post-season nell’ultima giornata di Eurolega, qualora fosse arrivata una vittoria a Bologna. Parte della tifoseria milanese era preoccupata del risultato di Belgrado, ma il regalo l’Efes lo ha fatto, eppure l’Olimpia non è riuscita a scartarlo. Una prestazione difficile anche da descrivere, quella dei ragazzi di coach Ettore Messina: 9-3 per iniziare, 22-9 a fine primo quarto e partita già indirizzata, ma la Virtus Bologna ha toccato anche le 26 lunghezze di vantaggio, per poi trovare una netta vittoria con il punteggio di 90-70. Tanti meriti ai ragazzi di coach Dusko Ivanovic, autori di una partita giocata nel modo giusto, intensa e di carattere, nonostante le motivazioni fossero ormai nulle, ma l’Olimpia Milano avrebbe dovuto far prevalere le sue motivazioni, queste si che erano superiori… Nulla, mai in partita la squadra milanese, sempre a rincorrere ed in balia dell’intensità avversaria.

Olimpia Milano, una resa senza combattere in Eurolega

Ciò che più lascia perplessi e delusi i tifosi milanesi non sono le quattro sconfitte consecutive in Eurolega, ma il modo in cui sono arrivate. Perdere contro Parigi, Real Madrid, Barcellona e se vogliamo anche contro una Virtus Bologna penultima in classifica ci può stare. Il problema è stato l’approccio e l’atteggiamento mostrato in campo: 12-0 a Parigi, 12-3 a Madrid, 0-7 in 64 secondi in casa col Barcellona e 9-3 a Bologna. Questo è il modo in cui l’EA7 Emporio Armani Milano ha iniziato le quattro partite decisive in Eurolega. L’Olimpia non ha combattuto, è stata in balia degli avversari praticamente sempre, subendo 92 punti in Francia, 96 a Madrid, 98 col Barcellona e 90 a Bologna. Aggiungiamoci il 40-5 di parziale nei primi 5 minuti delle quattro gare citate. Questi sono numeri di una squadra che non è stata mai in partita, una squadra che non ha saputo combattere, non ha saputo avere armi a sufficienza per opporre resistenza al dominio avversario.

I tifosi chiedono rispetto per la maglia, ma chi scrive è dell’opinione che il rispetto sia mancato prima di tutto verso sé stessi: tutto ciò che i giocatori, allenatore e staff hanno costruito in questi mesi, è stato buttato via in pochissime settimane. Questa è una mancanza di rispetto verso il lavoro fatto, verso le energie spese e verso il reale valore che questa squadra ha. Non ti ritrovi 14-5 in EuroLeague dopo l’avvio 1-4 a caso, non ottieni vittorie incredibili come quella in casa contro il Panathinaikos o quella del PalaU senza avere dei valori reali, non vinci a Belgrado sia contro Partizan che Stella Rossa se non ci sono basi tecniche ed umane. Di conseguenza, l’Olimpia Milano in Eurolega ha mancato di rispetto prima di tutto verso sé stessa.

EA7 Emporio Armani Milano, quali le cause del disastro in EuroLeague?

Difficile rispondere alla domanda. A stagione in corso, a caldo, è difficile. Ci possiamo però provare: i dati sopra riportati testimoniano forse una mancanza di personalità da parte dei giocatori scesi in campo. Ci vuole personalità e coraggio nel giocare partite decisive contro comunque avversari di ottimo livello, ma probabilmente il coraggio non c’è stato e la mancanza di personalità si è tramutata in paura. Gli infortuni non possono essere un alibi, ma possono essere una delle cause: l’Olimpia Milano 2024-2025 nasce con Josh Nebo in area, uno dei centri più dominanti della scorsa stagione di Eurolega, che praticamente non c’è mai stato. Poi a ruota sono arrivati i problemi di tutti: Mirotic, Bolmaro, Shields, Causeur e via dicendo.

Inoltre non possiamo trascurare il fatto che coach Ettore Messina non ha saputo valorizzare alcuni giocatori e, come troppo spesso è successo in queste ultime stagioni, alcuni giocatori sono stati persi per strada nel cammino. Dimitrijevic, giocatore che talento ha dimostrato di averne, è stato letteralmente un fuoco di paglia: MVP della Supercoppa italiana, ha poi mostrato il suo talento soltanto in pochissimi sprazzi di stagione. Armoni Brooks è un tiratore cristallino, eppure il tecnico biancorosso lo ha spesso dimenticato in panchina. Dobbiamo poi aggiungerci i vari Diop, Caruso, Bortolani, Gillespie, Flaccadori, McCormack, ormai all’Alba Berlino, ed anche Stefano Tonut, nonostante minuti in campo ne ha avuti quasi sempre in buona quantità, ma mostrando di avere ormai pochissima fiducia.

Di conseguenza si è poi vista una squadra vuota, scarica, non attrezzata per vincere almeno una partita delle ultime quattro in Eurolega. Non attrezzata per l’evoluzione della stagione, non per gli uomini a disposizione, visto che stiamo parlando di una squadra con grandi nomi e sicuramente con il talento a sufficienza per entrare quantomeno tra le prime 10 di Eurolega. L’Olimpia Milano non giocherà la post-season di EuroLeague per la terza stagione consecutiva, un disastro sotto tutti gli aspetti: la credibilità costruita con l’accesso alle Final Four 2021 e quello ai playoff nella successiva stagione è stata ormai persa, tornando ad essere semplicemente una comparsa in Europa. Cambiare guida tecnica potrebbe essere una soluzione? Impossibile saperlo, ma negli ultimi tre anni sono stati rivoluzionati i roster non ottenendo mai il risultato sperato…

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