Giannis Antetokounmpo “non avrebbe ancora deciso” se il suo futuro a lungo termine sia ancora con i Milwaukee Bucks, la sua unica squadra NBA da quando il 2 volte MVP è sbarcato negli USA. Giannis potrebbe quindi ponderare seriamente per la prima volta l’ipotesi di lasciare Milwaukee per raggiungere un’altra contender, e tra i motivi ci sarebbe la poca flessibilità dei Bucks e quindi la pochissima possibilità di rinforzare il roster attuale.
L’infortunio occorso a Damian Lillard, che resterà fuori quasi certamente per tutta la prossima stagione, ha solo aggravato una situazione già difficile. Milwaukee non ha praticamente scelte future da cedere sul mercato, Lillard è impossibile da cedere vista età e infortunio, e veterani come Bobby Portis, Gary Trent Jr Taurean Prince e Brook Lopez saranno o potranno diventare free agent.
Con Lillard, Antetokounmpo e Kyle Kuzma sotto contratto per la prossima stagione, i Bucks avranno occupati circa 130 milioni di dollari per i soli tre giocatori, di cui uno indisponibile. Rifirmare Lopez, Portis e Trent Jr, oltre a AJ Green e Jericho Sims, non basterebbe per fare dei Bucks una squadra da playoffs per la prossima stagione e limiterebbe ancor di più la possibilità di mettere sotto contratto altri free agent. La scelta che Giannis e i Bucks dovranno dunque fare è quella di rassegnarsi a un’annata di transizione, in cui creare flessibilità salariale e cercare di posizionarsi per i prossimi grandi nomi sul mercato da qui a 12-16 mesi. Un periodo di tempo non breve per una superstar come Antetokounmpo, che dal 2022 non supera con Milwaukee il primo turno dei playoffs.
Le squadre pronte almeno sulla carta a un’asta per Antetokounmpo non mancherebbero. Dai San Antonio Spurs ai Brooklyn Nets ai Phoenix Suns decisi a riscattarsi, agli Houston Rockets usciti scottati dai playoffs, agli ambiziosi Detroit Pistons fino ai Miami Heat. Dai playoffs potrebbero inoltre uscire altre deluse come i Cleveland Cavs, che non hanno praticamente scelte future da cedere ma giocatori di peso e under 30 per tentare Milwaukee, da Darius Garland a Jarrett Allen, De’Andre Hunter e Max Strus. I Golden State Warriors sono da tempo considerati una delle squadre potenzialmente con più argomenti, con almeno due scelte future al draft da cedere e giocatori come Jonathan Kuminga, Brandin Podziemski, Moses Moody e Quinten Post.
Tutto dipenderà dalla volontà di Giannis, di attendere e pazientare come a loro tempo fecero Dirk Nowitizki o Kobe Bryant con Mavs e Lakers, ormai qualche anno fa, oppure di “mangiare la foglia” e chiedere già in estate la trade per consentire a Milwaukee di accendere l’asta e ricavare il massimo possibile, soprattutto in termini di scelte future al draft che Milwaukee ha ceduto quasi in toto negli anni per cercare di bissare il titolo NBA del 2021.
Tra i free agent che difficilmente rivedremo a Milwaukee nel 2025-26 ci sono il 37enne Brook Lopez, Taurean Prince e probabilmente Gary Trent Jr che potrebbe ottenere un contratto pluriennale altrove dopo una buona stagione individuale. E con Lillard indisponibile i Bucks avranno bisogno di una point guard titolare da schierare, perlomeno alternativa a Kevin Porter Jr che sarà anch’egli free agent. E che non può essere il titolare in una squadra da playoffs.
Proprio durante i playoff, Milwaukee ha rinnovato contratto e fiducia al Gm Jon Horst, un segnale di continuità. Più incerta, a essere gentili, la posizione di coach Doc Rivers che subentrato in corsa nel 2023-24 non ha ereditato una situazione semplice ma non ha fatto abbastanza per garantirsi la sicurezza. Rivers è uno degli allenatori più pagati della NBA ed è sotto contratto per almeno un’altra stagione, e per il momento non si sono sentite voci sulla sua posizione.

