Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers, Caldwell-Pope e Donte DiVincenzo possibili obiettivi?
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Prese tutte le decisioni più importanti a roster, i Los Angeles Lakers 2025-26 sono belli e fatti almeno per l’inizio della regular season, con 14 giocatori sotto contratto standard e ancora un posto libero da – eventualmente – riempire.

Il modo migliore per rinforzare qualora ve ne fosse bisogno il roster, sarà una trade da qui alla deadline del prossimo febbraio. Tra Austin Reaves, Maxi Kleber, Gabe Vincent, Jarred Vanderbilt e Rui Hachimura i contratti in scadenza o con del valore di mercato (Reaves) non mancano. Difficile che per giocatori del genere possa arrivare però chissà quale giocatore decisivo, i Lakers si dovranno concentrare su nomi che eventualmente potrebbero adattarsi meglio a Luka Doncic e al nuovo corso e sistema. E che non costino una fortuna.

Il primo nome, seppur non di primo pelo, sarebbero quello di Kentavious Caldwell-Pope che è finito ai Memphis Grizzlies nella trade che ha spedito Desmond Bane agli Orlando Magic. KCP è un grande ex, titolato nel 2020, e a 32 anni è reduce da una stagione… così così a Orlando, con percentuali e utilizzo in calo rispetto alle stagioni passate. Il suo contratto dice altri 43 milioni di dollari fino al 2027 con player option, ai Grizzlies Caldwell-Pope potrebbe del resto non trovare spazio e quindi il suo prezzo non dovrebbe essere elevato.

KCP sarebbe però il nome “di rincalzo” perché i Lakers si sarebbero almeno per ora visti rispondere “no” a una proposta di trade per Donte DiVincenzo. Il neo-azzurro che sarà (si spera) a EuroBasket con l’Italia sarebbe un giocatore perfetto per i Lakers di Doncic, tiratore micidiale e su alti volumi di tiri, che sarebbe un fit come si dice in inglese decisamente migliore rispetto a Austin Reaves. Il suo prezzo però sarebbe elevato almeno per il momento, è pur vero che Minnesota non potrà chiedere la luna per un giocatore in scadenza nel 2027 e che è eleggibile per un rinnovo di contratto.

Austin Reaves dovrebbe essere la contropartita minima e anche adatta per Minnesota. Mike Conley, la point guard titolare, ha 38 anni e Rob Dillingham ha fatto poco nella sua prima stagione NBA ed è un giocatore tutto da formare, in una squadra che dopo due finali di conference di fila non può permettersi passi indietro. Non soprattutto dopo aver investito ancora su Julius Randle e Naz Reid e con Anthony Edwards a roster.

Un altro nome – un bel nome – da menzionare è quello di Jrue Holiday, al momento parcheggiato ai Portland Trail Blazers. L’ex Celtics sarebbe un giocatore importante per i Lakers seppur non giovanissimo e piuttosto “chilometrato”, l’ostacolo più grande è il suo contratto ancora lungo fino al 2028 (player option), Holiday guadagnerà ancora 32, 34 e 37 milioni di dollari per le prossime tre stagioni. Per averlo i gialloviola dovrebbero impegnare almeno due dei contratti di Kleber, Vanderbilt, Hachimura o Vincent per non dover sacrificare invece Austin Reaves. Portland potrebbe essere interessata però a alleggerire il proprio monte salari in vista delle estensioni previste per Shaedon Sharpe e Toumani Camara, e al posto di Holiday come veterano nel ruolo riavrà Damian Lillard una volta recuperato dall’infortunio al tendine d’Achille.

A oggi i Blazers cederebbero più di buon grado Jerami Grant, che ha un contratto simile a quello di Holiday ma 31 anni anziché 35. Grant ha giocato sole 47 partite lo scorso anno a Portland con percentuali basse al tiro, ma nelle due annate precedenti in Oregon ha viaggiato sui 20 punti di media col 40% da tre, e per i Lakers sarebbe un difensore versatile e atletico da aggiungere. Luka Doncic ha spesso giocato con successo accanto a ali con caratteristiche simili a quelle di Grant, da Dorian Finney-Smith a PJ Washington, a Dallas.

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