Ci voleva una serata così: la Reyer ruggisce davanti ai suoi tifosi ed affonda la corazzata Mersin al Taliercio grazie ad un ultimo quarto impeccabile, soprattutto in difesa. Le leonesse di coach Mazzon hanno comandato a lungo la partita, provando diverse volte la fuga, sempre venendo rintuzzate dalla qualità del team turco di coach Dikaioulakos: è nel finale che si è deciso l’incontro, con un parziale mortifero di 10-0 in 5′ che ha affondato le vice-campionesse d’Europa. Finisce 72-62 al Taliercio per Cubaj e compagne. Una grande reazione dopo l’esordio vincente ma non brillante in campionato per le lagunari.
Prestazione maiuscola per la Reyer, che è guidata dai 15 con 11 rimbalzi di una devastante Kaila Charles, dagli 11 di Mavunga e dai 10 con 5 assist, 4 rimbalzi, 4 recuperi ed 8 falli subiti di una commovente Santucci. 9 a testa per una solidissima Cubaj e per una glaciale Dojkic, che nel finale ha sparato il siluro del +6. Per Mersin 19 di Burke e 10 di Hayes, mentre Vanloo chiude a quota 8 con 6 assist. Da segnalare l’assenza di Pan tra le oro-granata, bloccata da un ematoma alla coscia che l’ha costretta alla resa con Battipaglia.
Cuore, coraggio e senso d’appartenenza: la Reyer stoppa Mersin
Serviva una notte così, una notte da leonesse, da vera Reyer. Era la prima del girone, era importante provare a partire bene, era ancor più importante – però – reagire alle critiche di un paio di prestazioni opache. Si conferma da sogno l’esordio in ELW al Taliercio per le oro-granata: lo scorso anno è finita ko Valencia, adesso è toccata la stessa sorte a Mersin, affondata negli ultimi 5′ dopo che al 35′ era tutto lì, in perfetto equilibrio. Un’impresa di livello quella delle lagunari, che nelle difficoltà si sono affidate al muro difensivo, imperforabile.
La differenza in una partita di grande equilibrio ed agonismo, ma corretta nella sua interezza, è data dalle palle perse che la difesa Reyer ha forzato all’attacco di Mersin: sono ben 17 i possessi lasciati “sul campo” da Vanloo e compagne, 7 in più di quelli che le oro-granata hanno messo a referto. Un numero molto importante, che ha fatto grande differenza: la poca chimica e poca conoscenza ha pesato tanto, ma grandi meriti vanno ad una difesa davvero perfetta delle ragazze di coach Mazzon, sicuramente la migliore messa in campo in queste prime uscite.
Ci voleva una partita dai contenuti speciali, quella di una Santucci commovente nella metà campo difensiva e metronomo fantastico in attacco, quella di una Cubaj tornata ai suoi livelli, quelli del bronzo europeo, quella di una Dojkic imprecisa dal campo ma chirurgica e glaciale nel segnare la tripla del +6 al 38’30”, quella di una Charles dominante e determinante. C’è la prova di squadra, con 21 assist, 10 palle perse, 9 recuperi e di una compattezza clamorosa nelle difficoltà: 9 su 10 a segno. Per vincere serve questo, il cuore, il carattere, il coraggio, il gruppo: segnali importanti dalle leonesse, che hanno ruggito, eccome.


