La stagione NBA 2025/26 è arrivata ed è ora di analizzare le squadre e le loro ambizioni per il nuovo anno. La Western Conference si preannuncia essere come al solito molto combattuta ed equilibrata, con diverse squadre che possono dire la loro sia per un posto playoff sia per le Finals. Ecco quindi l’analisi delle 15 squadre dell’Ovest.
Tank
L’unica squadra a “tankare” a Ovest saranno gli Utah Jazz, soprattutto se le voci di un possibile scambio di Markkanen dovessero concretizzarsi. Non c’è motivo per cui lui o i Jazz debbano continuare ad andare avanti insieme, sebbene molte delle recenti decisioni di Utah non abbiano avuto molto senso.
Senza una meta
Squadre completamente svuotate per ambizioni e roster, abbandonate a sè stesse. Rientrano in questa categoria Phoenix Suns e New Orleans Pelicans.
I Suns iniziano un periodo destinato ad essere lungo ed è quello della ricostruzione da cima a fondo. Con la cessione di Durant è ufficialmente fallito ogni tentativo di competere ad alti livelli, un tentativo cominciato a partire dal 2021 con la sconfitta alle Finals. Phoenix potrebbe finire 14esima a Ovest. I Suns hanno guardie tiratrici, centri e quasi nient’altro nel loro roster. La mancanza di playmaking e di difesa renderà difficile per loro vincere con costanza in una conference così competitiva. Utah è quasi una certezza per l’ultimo posto a Ovest, ma il penultimo è una possibilità realistica per una squadra che, fino a poco tempo fa, puntava tutto sul titolo.
Il destino dei Pelicans dipende dalla salute di Zion Williamson, tornato snello alle richieste della dirigenza, in una squadra che non vince una serie di playoff da sette anni. Il loro punto di forza è la profondità del roster (fino a 12 giocatori in rotazione), voluta per non dipendere da un solo giocatore, specialmente data la loro maggiore preoccupazione: la fragilità generale del nucleo più importante, che ha visto infortunarsi quattro titolari la scorsa stagione (Dejounte Murray, Trey Murphy III, Herbert Jones e Williamson).
Lotta play-in
Difficile individuare le squadre che potrebbero finire dal 7° al 10° posto poichè, a seconda di tante variabili, le candidate sono tante.
Il futuro dei Blazers ruota attorno alla crescita del giovane nucleo (Sharpe, Henderson e Clingan) per dare a Damian Lillard, al suo rientro dall’infortunio, una possibilità di competere, ma le sue condizioni saranno sempre dubbie. Il loro punto di forza è la difesa, già tra le migliori nel finale della scorsa stagione e ulteriormente potenziata dall’arrivo di Jrue Holiday e dalla partenza di Simons. Inoltre, se Dani Advija continuasse il suo percorso di crescita come giocatore chiave della squadra, allora un posto al play-in sarebbe fattibile.
I Dallas Mavericks potrebbero potenzialmente essere una candidata a sorpresa per i playoff se Kyrie Irving tornasse, Anthony Davis restasse in salute e Cooper Flagg avesse un impatto immediato. Ma stiamo pur sempre parlando dei Mavs, ed è altrettanto probabile che i veterani continuino a saltare partite importanti e che Flagg sia l’unico punto positivo della squadra. C’è troppo talento per declassarli a un livello inferiore, ma l’incertezza impedisce loro di essere tra le prime 6 teste di serie.
I Sacramento Kings potrebbero avviare una ricostruzione (con il nuovo GM Scott Perry), dato che veterani come DeMar DeRozan e Malik Monk sono stati oggetto di rumors di scambio, con Sabonis e LaVine più difficili da muovere per i contratti pesanti. Il loro punto di forza è la durabilità e l’alto potenziale realizzativo di giocatori come DeRozan e Sabonis, che giocano quasi sempre e sono capaci di exploit offensivi individuali, nonostante il roster poco armonico. La maggiore preoccupazione è la difesa, priva di un protettore del ferro e di ali con la “lunghezza” moderna, con il rischio di vanificare la mentalità difensiva predicata da coach Christie. Questa carenza difensiva è aggravata dall’assenza per 4-6 settimane di Keegan Murray, infortunato al pollice.
Il futuro dei San Antonio Spurs dipende ovviamente da un Victor Wembanyama in perfetta salute e mentalmente affinato, potendo entrare subito nella corsa MVP e guidare la squadra verso i playoff dopo sei anni di assenza. Il punto di forza di San Antonio è la gioventù, atletica e veloce, con talenti come Fox, Castle e Harper, sui quali si punterà per dettare il ritmo di gioco. La principale preoccupazione è la scarsa consistenza nel tiro da tre punti del roster in generale.
Top 6
Los Angeles Lakers, Clippers, Golden State Warriors e Memphis Grizzlies sono le squadre che hanno le carte in regola per poter accedere ai playoff dalla porta principale.
Avere un Luka Doncic dimagrito e vendicativo dovrebbe tenere i Lakers saldamente in corsa per una delle prime 6 teste di serie, ma il resto del roster lascia a desiderare. LeBron è già infortunato per l’inizio di stagione e compirà 41 anni a dicembre, DeAndre Ayton è il loro unico lungo affidabile, e Austin Reaves è l’unico altro giocatore ancora in ascesa che potrebbe contribuire. Nonostante ciò, la grandezza di Luka dovrebbe permettere ai Lakers di raggiungere i playoff con facilità, sebbene la loro vera finestra per il titolo non sia ancora arrivata.
Memphis è stata la numero 2 a Ovest per un lungo tratto dell’anno scorso, anche se Ja ha avuto la sua peggiore stagione da quando era rookie e ha saltato 32 partite. L’inevitabile bollettino infortuni dei Memphis Grizzlies è preoccupante, ma questa squadra è una macchina da vittorie in regular season e potrebbe continuare a sfornarle ancora per un posto ai playoff.
L’eredità di Stephen Curry è in crescita (classificato 7° giocatore della Lega al 17° anno); l’arrivo di Jimmy Butler lo aiuterà a gestire le energie, consolidando la sua candidatura a miglior point guard di sempre. Il punto di forza dei Warriors è la stabilità e intelligenza difensiva, grazie al trio storico (Kerr, Curry, Green) e all’aggiunta di Al Horford. La maggiore preoccupazione è la tenuta del roster in una Western Conference estremamente equilibrata, a causa del load management dei veterani. Kerr ha avvertito che Curry, Butler, Green e Horford giocheranno al massimo 65-70 partite, in un campionato dove ogni singola vittoria è cruciale. Da monitorare poi la gestione di Kuminga e di possibili scambi che lo coinvolgeranno.
Nonostante l’indagine NBA sugli accordi di sponsorizzazione di Kawhi Leonard, le speranze dei Clippers per il titolo dipendono unicamente dalla sua salute e dalla sua capacità di mantenere la miglior forma. Il loro punto di forza è una profondità di roster eccezionale, potenziata dagli arrivi di Bradley Beal, Brook Lopez, John Collins e Chris Paul, aggiunti a un nucleo di 50 vittorie che include anche James Harden. La maggiore preoccupazione è l’età avanzata della squadra. Quattro giocatori chiave hanno 36 anni o più.
Mine vaganti
Houston Rockets e Minnesota Timberwoles hanno l’arduo, ma non impossibile compito di scalzare le due favorite a ovest.
L’aggiunta di KD ha portato Houston ad avvicinarsi al livello di OKC/Denver prima dell’infortunio di Fred VanVleet, ma la sua assenza potrebbe aprire la porta ad Amen Thompson per fare un salto di qualità da livello All-NBA e mantenere comunque i Rockets in corsa.
Minnesota ha trovato il ritmo nella seconda metà della scorsa stagione e ha scoperto una formula che li ha portati a due apparizioni consecutive nelle Finali di Western Conference. Avere un supporting cast più anziano potrebbe costringere Anthony Edwards ad assumersi un carico maggiore, ma il 24enne è migliorato di anno in anno ed è abituato ad assumersi responsabilità.
Contender
Probabilmente non solo le due favorite alla vittoria della Western Conference, ma alla vittoria del titolo NBA. Parliamo di Denver Nuggets e Oklahoma City Thunder, quest’ultima campione NBA in carica.
Essendo le squadre con i due giocatori più forti del mondo e un supporting cast da titolo, una tra OKC o Denver sarà molto probabilmente la prossima squadra campione NBA. La gioventù e la fame dei Thunder potrebbero portarli a replicare i Warriors del 2016 e raggiungere le 70 vittorie, mentre il roster rinnovato e la dirigenza dei Nuggets hanno finalmente messo Nikola Jokic in condizione di fare un’altra corsa al titolo, dandogli un degno sostituto (Jonas Valanciunas) e un giocatore più solido di MPJ (Cam Johnson). OKC è decisamente la favorita tra i bookmaker, ma il divario tra le due squadre non è abbastanza grande da giustificare il metterle in categorie separate. Un eventuale scontro in finale di conference potrebbe essere memorabile.
