Non più tardi di 24 ore fa la Reyer ha schiantato Valencia al Taliercio in un win or go home che valeva una gran pagina di storia. L’appuntamento non è stato mancato dalle lagunari, che hanno dominato la partita dall’inizio, imprimendo un ritmo altissimo sin dalle prime battute e costringendo una corazzata come quella taronja a rincorrere per tutta la partita, senza trovare il vantaggio nel punteggio. Una sfida non ad alto punteggio, con la squadra di Burgos che è stata tenuta a 55 punti, seconda peggior prestazione dopo i 49 realizzati con il Fenerbahce.
A dare valore all’impresa della Reyer c’è proprio il dato dei punti realizzati dalla squadra spagnola: soltanto la squadra più forte in Europa ha tenuto Carrera e compagne a meno dei 55 punti di ieri sera (49, come scritto sopra). Niente di diverso da quello che serviva, ossia una partita da vere leonesse, con una difesa bunker ed il mattoncino che tutte dovevano portare per scrivere la storia. Il pacchetto italiane nei momenti cruciali ha indirizzato l’incontro definitivamente, ma l’avvio è tutto tra le mani di Charles e Dojkic, incontenibili.
Pan la guida, l’anima azzurra vale la storia: analisi tattica dell’Euro-Reyer
La prima cosa che balza all’occhio della notte europea è l’impatto, l’impronta offensiva che imprime la capitana Francesca Pan alla sua Reyer nel momento di maggior difficoltà e con Valencia tornata pericolosamente a -8: gli otto punti con due siluri della #9 veneziana valgono la fuga determinante ed un finale tranquillo e sereno, che forse nessuno si aspettava prima della sfida di ieri sera. Tutto qui? No, perché ci sono tante sfaccettature, tante cose, tutte importanti. Si potrebbe evidenziare l’equilibrio a rimbalzo e le non troppe palle perse, ma non sarebbe tutto. Nelle 12 si è rivista Villa: che abbia portato ulteriore entusiasmo?
Partiamo dall’inizio, perché la scelta di Mazzon di approcciare la partita con Pan, Santucci, Cubaj oltre a Charles e Dojkic è determinante: difesa ferrea negli 1vs1, Valencia forzata a ragionare troppo, a non trovare soluzioni pulite ed a muoversi tanto per contenere gli assalti oro-granata. Il ritmo forsennato con qualità, fisicità e grande selezione di tiro manda in crisi le taronja, costrette a rincorrere, a perdere energie per rimettersi a galla e – poi – a crollare: poche idee, età non così giovane ed una soluzione tattica mai ad equilibrare le mosse da scacchista del tecnico veneziano. Una sfida a scacchi dominata dalle lagunari, che hanno davvero dominato su quei dettami che servono: cuore, carattere, difesa, coesione e lucidità.
Mettere Pan da “4” crea non pochi grattacapi a Fiebich, perché la capitana è in una di quelle serate lì e Burgos capisce troppo tardi che scardinare la difesa/muraglia dell’azzurra è impossibile: il resto lo fanno Pasa e Santucci, che si dividono la regia, segnano, regalano fosforo e suggeriscono al meglio per le compagne, mettendo in crisi una vecchia volpe come Anderson, assolutamente cancellata dal campo. Difesa negli 1vs1, selezione di tiri quasi sempre ottimale e tanta energia con rotazioni praticamente impeccabili, con Valencia che si affida solo alla sua fisicità per reagire.
Per scrivere la storia era chiaro che serviva una grande Reyer e così è stato: miglior prestazione difensiva stagionale in Euroleague, con l’anima azzurra a prendere per mano la squadra. Cubaj, mai menzionata finora, ha letteralmente imperversato in attacco creando solchi che Dojkic, Charles e Santucci hanno sfruttato egregiamente ed in difesa è stata una muraglia impeccabile, che ha respinto tutto e tutte. 35 dei 69 punti arrivano dall’anima azzurra, con Pan che dopo tanti momenti complicati ha messo in ghiaccio la storia: un gran segnale di carattere, compattezza e presenza di tutte, con Charles e Dojkic che si sono calate nel ruolo ed hanno messo tanta energia oltre ai punti.


