Di recente Anthony Davis ha deciso di tornare a parlare delle trade che lo hanno spedito dai Pelicans ai Lakers, e poi da questi a Dallas. Dopo lo scambio che ha portato Doncic a LA, Davis avrebbe infatti accusato i gialloviola di avergli mancato di rispetto, spedendolo ai Mavs senza nemmeno avvisarlo. Dal Texas poi, dopo appena 29 partite giocate, quest’anno è arrivato agli Wizards, dove ancora deve fare il suo esordio. Ospite dunque nello show di Draymond Green, AD ha pensato bene di sparare a zero sulle sue ex squadre, a cominciare dai Lakers.
“Se dal punto di vista economico non mi posso lamentare, c’è una cosa che ancora non riesco a superare. Pensavo di meritare molto più rispetto. Per tutto il tempo che sono stato lì, per tutte le esperienze che abbiamo condiviso, dopo aver vinto un titolo assieme. Dopo tutte queste cose non ho ricevuto nemmeno una telefonata o un messaggio per dirmi, tipo, ‘Guarda, questo è quello che stiamo pensando di fare’.”
Ma a lasciare ancora più deluso l’attuale lungo di Washington è stato l’addio a New Orleans. Davis infatti, dopo aver chiesto una trade ai Pelicans, nell’estate del 2019 è stato ceduto a Los Angeles, dove nel 2020 ha vinto il titolo. Ciò che lo ha fortemente deluso è stata la scelta dei Pels di non dedicargli un video tributo al suo ritorno da avversario allo Smoothie King Center.
“Dopo la trade ho pensato: ‘Magari non è finita qui. Chissà, magari più avanti nella mia carriera potrei tornare e provare a fare qualcosa di speciale, magari con un po’ più di esperienza e maturità, con un gioco più evoluto, provando a vincere anche qui, chissà.’ Ho lasciato quella porta aperta. E quando sono tornato, alla prima partita, e non ho ricevuto nessun riconoscimento, ho pensato: ‘Oh, quella porta è chiusa’.”
Va detto però che Davis ha raccontato solo parte della storia. Ad esempio non ha parlato di quando ha fatto pressione pubblicamente sulla società per ottenere uno scambio. O di come, al suo ritorno a New Orleans da Laker, il pubblico lo abbia fischiato. Insomma, il modo in cui ha lasciato i Pelicans di certo ha lasciato il segno nella franchigia della Louisiana.
Davis avvisa anche gli Wizards: “Io voglio vincere”
Per chiudere in bellezza, Davis deciso di esprimere anche i dubbi che nutre sulla sua attuale squadra, gli Washington Wizards. Qui però, visto anche che sono loro a pagare il suo stipendio, AD ha deciso di essere più diplomatico.
“Ho pensato: ‘Cavolo, Washington? Cosa?’ Ma poi, dopo che arrivi qui, guardi la struttura, conosci la squadra, pensi: ‘Non male’. Mi piacciono i giovani della squadra. Giocano con grinta. Non hanno paura dei momenti importanti. Non sono spaventati. Questi ragazzi sanno davvero giocare a basket.”
Ha poi voluto mettere le cose in chiaro sulla sua permanenza nella capitale. Per Davis infatti, visto anche l’avanzare dell’età, è indispensabile giocare in una squadra con ambizioni da titolo.
“Ho 33 anni e ogni anno che giocherò d’ora in poi, voglio essere in grado di competere per il titolo. Questo è ciò che voglio fare. Se i loro obiettivi coincidono con i miei, c’è parecchi da fare. Come so e sai anche tu, è difficile passare dall’essere una delle peggiori squadre della lega all’essere una contender l’anno dopo.“
