Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsCeltics, il modello Stevens dà i suoi primi riscontri

Celtics, il modello Stevens dà i suoi primi riscontri

di Alessandro Maritato

Secondo quanto riportato in un articolo di Gary Washburn del ‘Boston Globe’, nella lega sta diventando sempre più usuale assumere allenatori che provengono dai College. I primi pionieri sono stati I Boston Celtics che, due stagioni fa, hanno assunto Brad Stevens, in uscita da Butler, con un contratto da sei anni. Stevens, in queste due stagioni, ha preso una banda di giovinotti e li ha portati ai playoff, un risultato straordinario se si pensa che nel giro di due anni ha visto più giocatori lui che la D-League. Così facendo, ha attratto  le attenzioni di molti GM all’interno della lega, che hanno contattato a loro volta altri grandi allenatori del piano di sotto per portarli in NBA. La prima squadra a muoversi è stata OKC, che dopo la sfortunata e deludente stagione, conclusasi con la mancata qualificazione alla post-season, hanno licenziato Scott Brooks, rimpiazzandolo con Billy Donovan, storico capo allenatore dei Florida Gators (1996-2015), vincitore di due campionati NCAA consecutivi (2006-2007). Donovan aveva già ricevuto delle offerte in passato, in particolare dagli Orlando Magic nel 2010, al posto di  Stan Van Gundy, ma lui rifiutò.

Billy Donovan, nuovo allenatore di OKC

Billy Donovan, nuovo allenatore di OKC

La scelta di Donovan non è stata così scontata perché anche un altro grande allenatore di college era in lizza per il posto vacante sulla panchina dei Thunder, ossia Kevin Ollie di Connecticut. La sfida di Donovan sarà sicuramente più ostica rispetto a quella di Stevens perché si troverà ad allenare una squadra con due dei primi 10 giocatori più forti e con KD in scadenza, dunque dovrà cercare di convincerlo a rimanere. In conclusione, gli addetti ai lavori sono indirizzati sempre più verso il mondo del college, che sta accogliendo allenatori molto bravi e molto capaci a gestire gli spogliatoi (vedi il rapporto tra Stevens ed i suoi giocatori), senza però causare divergenze all’interno delle franchigie per via della poca esperienza di questi nel mondo dei professionisti.

Per NBA Passion

Alessandro Maritato

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