Il Cska si è aggiudicato anche quest’anno l’accesso alle tanto ambite Final Four di Eurolega che si disputeranno a partire dalla giornata di venerdì 15 maggio e chiudersi con la finale di domenica 17 maggio.
Questa volta gli avversari della semifinale sono gli storici nemici degli ultimi anni, l’Olympiakos di Spanoulis, la squadra greca già in passato ha strappato ai russi la possibilità di alzare il trofeo nella stagione 2012 lasciando nel cuore dei tifosi ben altro che un semplice rammarico, e dopo l’eliminazione in semifinale solamente un anno più tardi (2013), i greci sono divenuti la veria bestia nera del Cska. Ad ogni modo la squadra di Mosca ha trionfato nella sua storia per ben 6 volte nella competizione, due di queste negli ultimi 10 anni(2005-2006,2007-2008) e arrivando oltretutto al treguardo delle final four negli ultimi 4 anni consecutivi, non riuscendo però ad avere la meglio in nessuna delle 3 precedenti edizioni . Quest’anno però la squadra di coach Itoudis sembra avere tutte le buone motivazioni ed essere intenzionata a interrompere la maledizione contro i rivali dell’Olympiakos, avendo già spazzato via oltretutto l’altro team di Atene nelle fase Playoff per 3-1.
PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA
Un punto forte è sicuramente il talento; il Cska insieme al Real Madrid ha il roster più completo e pericoloso dell’intera competizione, lo sa bene anche l’ex di questa sfida, il coach dell’Olympiakos, Sfairopolus. I russi non a caso detengono il primato di miglior attacco in Europa, grazie sopratutto alle abilità offensive della propria PG, ormai storica, Teodosic e del francese De Colo, che sta vivendo un’ottima stagione con 14,2 punti di media nel corso dell’Eurolega. Certamente la fisicità è un punto forte di questo Cska, che viaggia con la media di 9 rimbalzi offensivi a partita e con l’evidente possibilità di numerosi extra-possessi. L’avversario però sotto questo punto di vista non è da meno considerando che i greci hanno invece il primato di miglior difesa nella competizione e possono usufruire nel pitturato di veri lottatori come Dunston e di giocatori da un notevole bagaglio tecnico come Printezis; lo stesso Kyle Hines, un ex di questa sfida, conosce bene la prestanza tecnico-atletica dei lunghi dell’Olympiakos. Le percentuali sono però una delle cose che più spaventa chi è costretto ad affrontare questo Cska; nell’ultima stagione i russi sono oltremodo il miglior team per percentuale al tiro, e non solo, anche dall’arco dei 6,25.
Come non bastasse la profondità del roster dei russi non ha eguali, se facciamo eccezione per la squadra di Pablo Laso, l’unica in grado a tenere testa sotto questo aspetto; non tutti i team hanno per l’appunto la possibilità di far partire dalla panchina uomini con il nome di Andrei Kirilenko. L’ex Nba viaggia a 9,3 punti di media nei 19 minuti di media finora fornitogli e continua a rimanere una vera certezza su entrambi in lati del campo; non è una sorpresa che la sconfitta ottenuta fuori casa al cospetto dello stesso Olympiakos sia arrivata proprio in assenza dell’ex Utah Jazz.
In attacco il Cska può comunque sempre affidarsi alle infinite qualità e capacità della propria PG Teodosic, sia assist-man che realizzatore, viaggia a 15 punti di media, con 7,1 assist a partita e la bellezza del quasi 50% dal campo e 41% da tre. Ad affiancarlo, un altro uomo che sta divenendo chiave nelle file russe, lo statunitense Weems, con 13,5 punti di media a partita è sempre più uno dei protagonisti. A lottare sotto il ferro invece si fa spazio la fisicità del prima citato Hines, che nonostante i cm in meno rispetto ad altri lunghi, possiede un’ottima elevazione e capacità di accapparrarsi rimbalzi; a fargli compagnia c’è un altro storico nello file del Cksa, Sasha Kaun, giocatore che sforgia il suo meglio proprio vicino a canestro, e l’altro lungo Vorontsevich Andrey. Assai più complesso è ricercare in questa formazione un vero punto debole. Pur essendo quasi un parodosso, il vero punto debole di questo roster potrebbe racchiudersi nella squadra stessa, d’altronde non tutte le serate sono oro colato e nel qual caso le percentuali dalla lunga distanza dovessero calare, di certo non sarà vita facile per il Cska affrontare questo esperto e consistente Olympiakos nel pitturato. Lo spauracchio è Printezis che oltre ad essere letale nei momenti chiave, dopo il canestro all’ ultimo secondo di tre anni fa è temibilissimo per i russi; il lungo greco,viste le premesse nel precedente turno contro il Barcellona, sembra più carico che mai a voler ripetere l’impresa. Printezis è il classico lungo che può mettere in difficoltà la retroguardia russa, considerando le enormi capacità di giocare vicino e lontano dal canestro, in più parti del campo con la stessa intensità e la medesima qualità. Sarà un bel problema per i lenti lunghi del Cska inseguirlo nella propria metacampo.
Ad ogni modo il Cska rimane non solo la grande favorita di questa semifinale, ma dell’intera competizione, gareggiando insieme al Real per la corsa al trofeo che entrambe le squadre si sono viste strappare di mano sul più bello nelle passate edizioni. Le 25 gare vinte, il primo posto del girone E l’eliminazione per 3-1 del Panathinaikos sono però il miglior biglietto da visita di questi russi che mai come quest’anno sembrano avere già la vittoria in tasca. Nonostante tutto, tra le sole 3 sconfitte subite nella competizione, una è arrivata proprio al cospetto della diretta avversaria di questa sera, l’Olympiakos, e di certo coach Itoudis sa che quando in campo risiedono giocatori come Spanoulis e Printezis nulla è da dare per scontato.
Per NBA Passion,
Davide Freschi




