Con l’acquisizione di Pierce e Stephenson, per i Clippers si prospettava un’annata con un roster migliore, a patto che tutti i tasselli da rinnovare rimanessero, ma purtroppo durante la free-agency i Dallas Mavericks hanno soffiato Deandre Jordan non con un accordo formale ma verbale.
Questo implica quindi l’eventualità di ripensamenti, tuttavia, una regola non scritta del basket a stelle e strisce impone che nel caso in cui si scelga una franchigia, è quasi impensabile cambiare le proprie intenzioni.
Nonostante ciò, i pezzi grossi dei Clippers, il proprietario Steve Ballmer, Doc Rivers e Chris Paul, hanno scelto di mobilitarsi, andando nella villa del giocatore a Houston per cercare di “far tornare sui propri passi” il centro.
Si sono reputati addirittura speranzosi, in quanto ci sarebbe margine di manovra per far leva sulle volontà di Jordan.
Innanzitutto, a Dallas non troverebbe un play in grado di poterlo mettere a proprio agio come Paul, fenomeno assoluto in questo e diverrebbe soltanto un cattura rimbalzi e stoppatore, diventando nullo nella metà campo offensiva.
La pista rimane calda e nel caso in cui dovesse avvenire un ripensamento, avrebbe del clamoroso, azione senza alcun precedente che non farebbe altro che aumentare l’odio della lega verso I Clippers che il giocatore stesso.
La trattativa è in fermento, non resta che aspettare eventuali sviluppi, con un Mark Cuban pronto ad appellarsi in qualsiasi sede, pronto a far sentire la propria voce.
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino



