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Pacers, il futuro è adesso: un anno dopo l’infortunio di PG

di Morgan Sala

1 agosto 2014

Esattamente 365 giorni fa.
Una data qualunque, per molti, ma non per gli Indiana Pacers: Paul George si sta allenando a Las Vegas insieme ai suoi compagni di nazionale in vista dei Mondiali. Nel tentativo di stoppare James Harden, in un momento di transizione, atterra male. Il suo piede si abbatte contro il sostegno del tabellone….l’arena si ammutolisce, tutti capiscono la gravità di quello che è successo. George abbandona il campo in barella….la diagnosi è di quelle che nessuno avrebbe mai voluto sentire: frattura scomposta e parzialmente esposta di tibia e perone della gamba destra.
Per i Pacers quello è stato un punto di svolta. Quel giorno è finita l’era della miglior difesa NBA (opinione condivisa da molti nell’annata ’13/’14). Quel giorno è svanita la speranza di potersi rifare contro quei Miami Heat che avevano messo fine alla corsa verso l’anello alle Finale Eastern Conference dopo una delle più belle serie mai giocate.
La stagione ’14-’15 viene giocata consapevoli che è solamente un anno di transizione…in attesa del ritorno di PG13, nessuno si aspetta niente dai Pacers, ed i Pacers restano nell’ombra per tutta la Regular Season, fino al 5 aprile 2015: Paul George torna in campo. 13 punti in meno di 15 minuti con 3/6 da 3. Coach Vogel gli dice quello che tutto il mondo pensa: ” Damn Paul, I missed you!”

1 agosto 2015

Siamo alle battute finali di una caldissima estate di mercato NBA. Durante questa Free Agency ci sono stati molti movimenti che hanno cambiato gli equilibri di molte squadre, ed Indiana è stata protagonista. C’era da aspettarselo: bisognava fare qualcosa per tornare ai vertici, bisognava dare nuova linfa ad un roster ormai “abituato” alla mediocrità della stagione appena conclusa, e bisognava adattarsi ai nuovi standard di gioco NBA.
Larry Bird in primavera dichiara pubblicamente che con la nuova stagione i Pacers giocheranno un basket più veloce, più “moderno”.
Alle parole non si fanno attendere i fatti:
– La notte del Draft con la 11^ chiamata i Pacers selezionano Myles Turner, lungo molto dinamico e con un ottimo range di tiro. Alla 43^ viene selezionato Joseph Young, prospetto molto interessante come ha dimostrato in Summer League.
Hibbert, West e Scola sono i giocatori partenti che meglio rappresentano il “vecchio” stile di gioco dei Pacers, e la loro partenza è l’ennesima conferma che Indiana vuole davvero cambiare. Insieme a loro lasciano Indianapolis C.J. Watson, David Sloan, Chris Copeland e Damjan Rudez.
– La free-agency di Larry Bird inizia con il botto: quadriennale per Monta Ellis. Dopo di lui vengono firmati: Chase Budinger, Jordan Hill, Glenn Robinson III ed il rookie Rakeem Christmas.
Con queste mosse l’età media della squadra si è abbassata decisamente e sono stati firmati giocatori che si adattano perfettamente all’idea di basket che vuole Bird.

Andiamo ora ad analizzare che ruoli andranno a ricoprire i vari giocatori:
-George Hill rimane il play titolare di Indiana. Quest’anno, con l’arrivo di Ellis e la conferma di Stuckey, entrambi abili nel costruire azioni, G. Hill potrà ricercare il basket a lui più congeniale e come sempre fornirà un’impeccabile difesa.
-Stuckey sarà il sesto uomo e permetterà ai Pacers di non avere cali offensivi a partita in corso.
-Monta Ellis è il fiore all’occhiello del mercato di Bird e quindi ci si aspetta che dia un grande contributo alla nuova filosofia di gioco. Garantirà punti e giocate eccellenti, da vera superstar, ma non una difesa a cui siamo abituati.
-C.J. Miles è il miglior giocatore da catch and shoot del roster. Giocatore con esperienza e con un mancino molto delicato, sarà fondamentale dalla panchina.
-Young sarà il play di riserva con gli addii di Watson e Sloan. Dotato di un ottimo jumper, di un apprezzabile tiro dall’arco dei tre punti e di una discreta visione di gioco, l’ex Oregon può assicurare energia e sicuramente voglia di emergere.
-Glenn Robinson III calcherà poco il parquet del Fieldhouse, però il suo atletismo potrebbe spianargli la strada verso qualche presenza in più.
-Paul George sarà il leader dei nuovi Pacers, soprattutto dopo gli addii dei veterani. E’ innegabile affermare che il destino dei giallo-blu passi dal suo talento. Tutti si aspettano che torni piu forte di prima, sicuramente tornerà con piu fame di vittorie.
-Solomon Hill, dopo la deludente Summer League rischia di perdere posizioni. L’anno scorso ha fatto intravedere scorci di buone giocate, ma deve dare di più per poter risalire le gerarchie.
-Budinger in ottime condizioni fisiche è un buon rimpiazzo di George. Esperto, ottimo tiratore e può anche giocare da power forward.
-Myles Turner sembra essere l’unico lungo titolare. Alternerà le posizioni di power forward e centro durante la partita. Le armi in suo possesso sono il tiro dalla media e lunga distanza e la capacità di stoppare l’avversario. Deve ancora migliorare in alcuni fondamentali, ma il futuro è roseo.
-Allen nell’ annata di transizione ha dimostrato di essere abbastanza affidabile. Eccellente nei rimbalzi offensivi e provvisto anche di un discreto jump shot.
-Mahinmi, unico centro puro rimasto, ha avuto dei miglioramenti nella passata regular season, strappando minuti all’irriconoscibile Hibbert. E’ l’unico vero rim protector di una certa affidabilità. -Jordan Hill è un lungo che si adatta perfettamente alla “small ball”. Abbastanza rapido in transizione, buon rimbalzista e anche discreto finalizzatore.
-Christmas, appena giunto dai Cavaliers per una seconda scelta acquisita dai Lakers nella trade Hibbert, è un centro di notevole potenza fisica e atletica, ma è ancora acerbo, soprattutto nei movimenti post. Nonostante sia stato pescato in questo draft, l’ex Syracuse è un classe ’91.
-Whittington ha disputato una buona Summer League ad Orlando, ma non sembra pronto a ritagliarsi spazio, sebbene il pacchetto lunghi dei Pacers non sia tra i migliori.

Il reparto dei lunghi è appunto quello che crea piu dubbi. Come Coach Frank Vogel e Larry Bird vogliano utilizzare i propri giocatori resta per ora avvolto nel mistero.
La vicenda che infittisce questo alone di mistero, e su cui si è creato un vero e proprio caso mediatico, è quella in cui Bird dichiara che PG13 giocherà ANCHE da 4. Il giocatore, che non ha paura delle sfide, si è reso disponibile. Noi siamo dell’idea che questa sia un ottima soluzione se adoperata in certi contesti della partita. Ma sarebbe un rischio adattare SEMPRE la superstar della squadra ad un ruolo non prediletto, con conseguente riduzioni delle prestazioni, quando si ha la possibilità di schierarlo nel ruolo preferito, che gli permette di esprimere al massimo il suo potenziale. Ad oggi sarebbe troppo azzardato provare a comprendere cosa hanno in mente Vogel e Bird,. Qualsiasi ipotesi riguardante i ruoli dei giocatori, i nomi dei titolari, ecc, sarebbe appunto solo e soltanto un ipotesi. Una volta iniziata la stagione, sotto i riflettori, riusciremo a unire i fili che al momento sembrano essere slegati, così da avere una visione chiara dei loro piani.
Questo è ciò che, noi amanti del basket e dei Pacers, aspettiamo con gioia e con un pizzico di ansia. In ogni caso con il ritorno di George, le riconferme, i nuovi rookie e i nuovi arrivi ( Ellis su tutti) le aspettative su Indiana tornano ad essere alte. Si punta senza ombra di dubbio ai vertici della Eastern Conference. Tornare a giocarsi i PO da protagonisti è l’obiettivo minimo, ed i nuovi Indiana Pacers non possono permettersi di deludere le aspettative.

per NBA Passion.
Morgan Sala & Gabriele Timpanaro

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