In casa Chicago Bulls si è deciso di voltare pagina dopo l’ultima stagione. Tom Thibodeau ha lasciato (in maniera tutt’altro che tranquilla) la panchina della Windy City al termine di un’avventura durata cinque anni e, a sostituirlo, è arrivato Fred Hoiberg, head coach proveniente da Iowa State.
Il ‘Sindaco’ predilige un basket totalmente diverso rispetto al suo predecessore. I pilastri della sua filosofia sono svariati: si va dall’uso di quintetti piuttosto versatili e un ritmo di gioco alto fino ad arrivare all’impiego di blocchi alti e all’importanza del tiro dal perimetro. Tuttavia, c’è da chiedersi se l‘attuale materiale a disposizione possa bastare a Hoiberg per rimettere in piedi le sorti della squadra. Già, se i buoni propositi per un’annata coi fiocchi ci sono almeno a parole, altrettanto non si può riscontrare sulle operazioni di mercato: infatti, oltre al fondamentale rinnovo di Jimmy Butler e alle conferme di Mike Dunleavy e Aaron Brooks, l’unico volto nuovo arrivato è quello di Bobby Portis, lungo selezionato con la ventiduesima chiamata del Draft 2015. Non è forse troppo poco per una franchigia che vorrebbe provare ad arrivare fino in fondo? L’ossatura, consolidata da tempo, c’è, ma servirebbe qualche altro aggiustamento.
Dato l’affollamento sotto le plance, potrebbe essere utile tradare uno dei big man presenti nel roster (Taj Gibson?) per acquisire un elemento duttile e dalla frizzante verve offensiva. Magari un’ala piccola, ruolo che la dirigenza ha cercato di assegnare a Carmelo Anthony l’anno scorso, prima della sua decisione di rinnovare coi New York Knicks. In alternativa, si potrebbe pescare un giocatore d’esperienza dalla free agency come Dorell Wright o Tayshaun Prince e dare più spazio a Doug McDermott, che con Thibodeau ha visto pochissimo il parquet (cosa che avverrà quasi sicuramente a prescindere). Di sicuro è da prendere in considerazione l’aumento del minutaggio di Nikola Mirotic, che non ha affatto sfigurato nell’anno del suo esordio in NBA.
Insomma, le acque che fanno da contorno al mercato dei Chicago Bulls sono troppo ferme: anche se non ci sono grossissimi margini di manovra, uno o più nuovi innesti farebbero comodo. Riuscirà il front office a smuovere una offseason tutt’altro che entusiasmante?
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)


