Home NBA, National Basketball AssociationBulls: con Hoiberg l’attacco avrà una marcia in più

Bulls: con Hoiberg l’attacco avrà una marcia in più

di Luigi Ercolani

Il modo di allenare il basket di Fred Hoiberg è diretta conseguenza di quello che era il suo modo di giocare: l’ex allenatore di Iowa State quando calcava il parquet era una guardia essenziale, che quando riceveva palla tirava subito, senza inutili palleggi. Per dire di che credito godesse, è sempre stato un pupillo di Phil Jackson, anche se il coach undici volte campione non ha mai potuto allenarlo ma se lo è sempre trovato da avversario.

 

Fred Hoiberg.

Fred Hoiberg.

Come ricorda Matt Moore di ‘CBS Sports’, ai Cyclones Hoiberg praticava un gioco molto veloce. Non rapido, da 7 secondi o meno stile Mike D’Antoni, ma veloce. L’obiettivo non era prendere il primo tiro a disposizione, ma viceversa cogliere l’avversario impreparato sfruttando la transizione veloce, senza fretta ma creando, nel più breve tempo possibile, un’opportunità di segnare, e nel caso non si presenti di sfruttare il tempo che rimane per crearne un’altra. Questo sistema è forse il più amato dai giocatori, perché permetti a chi è in campo di sfruttare al meglio le proprie qualità e di avere, nei limiti del possibile (leggi: compagni di squadra), briglia sciolta. Inoltre, è una soluzione che potrebbe rivelarsi ideale anche per condurre dalla propria parte giocatori professionisti la cui mentalità e considerazione nei confronti del coach è sempre molto diversa dagli atleti universitari, specie se questi ultimi non sono un gruppo di potenziali campioni come nel caso di Iowa State.

I Cyclones sono stati la prima esperienza di Hoiberg da allenatore dopo quella maturata nel front office dei Timberwolves dove aveva chiuso prematuramente la carriera agonistica, e non è andata affatto male. Il record è sempre salito dalle 16 vittorie della prima stagione (2010/2011) alle 25 di quella scorsa, passando per le 28 del 2013/2014, miglior risultato fatto registrare. Ora, come accennato, dovrà vedersela con professionisti profumatamente pagati che conoscono la materia, ed è un bel salto rispetto alla realtà tutto sommato piccola di Iowa State. Avrà paura? È possibile. Ma per uno che ha dovuto interrompere la carriera agonistica a causa di un aneurisma aortico forse sarà solo un’altra sfida.

Per NBA Passion,

Luigi Ercolani

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