Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersCleveland Cavaliers: Dilemma Thompson, nel 2016 spuntano i Raptors

Cleveland Cavaliers: Dilemma Thompson, nel 2016 spuntano i Raptors

di Simone Scumaci

Ritorno a Cleveland o rientro in patria? Questo il dilemma che sembra attanagliare Tristan Thompson. La power forward, ancora unrestricted free agent, non sembra avere ancora deciso cosa fare del suo futuro. E, ad un mese dall’inizio del training camp, questo per i Cavs potrebbe essere un bel dilemma. Ma il suo agente, Rich Paul (lo stesso di LeBron James), sembra avere la soluzione giusta per accontentare tutti.

Thompson, nell’ultima stagione, ha dimostrato di essere cresciuto molto, e non solo dal punto di vista difensivo, nonostante la “grezzaggine” dei suoi attacchi: da lui sono arrivati meno punti (dovuti al minor minutaggio) ma una maggiore percentuale al tiro, ossia il 54% (rispetto al 47% della stagione passata), che durante i playoff è arrivata a quasi il 56%. Dal punto di vista dell’efficienza under the rim, Thompson si è dimostrato uno dei giocatori più importanti della Lega, entrando nella Top 5 del Sixth Man of the Year. Normale quindi capire il perchè di così tante attenzioni verso di lui da parte prima dei Cavs (che detengono comunque i diritti del giocatore) e poi di tante altre squadre.

Le offerte sino ad ora portate dai Cavs a Tristan Trevor James Thompson sono sempre state rifiutate da parte dell’entourage del giocatore: la qualifying offer da 7 milioni non è stata nemmeno presa in considerazione, e neanche la successiva offerta (datata inizio stagione scorsa) da circa 12 milioni a stagione. Il canadese, secondo quanto riportato da cleveland.com, pare essere molto combattuto: da una parte vuole rimanere a Cleveland e lottare per il titolo insieme ad i suoi compagni, dall’altra vuole valutare tutte le offerte che arrivano sul piatto, volendo massimizzare il proprio futuro contratto.

Il giornalista Chris Haynes di cleveland.com sostiene che il suo agente Rich Paul abbia già la soluzione in mano: Thompson potrebbe firmare un annuale con i Cavs, così da far contenti LbJ, Irving e Dan Gilbert e, essendo unrestricted free agent dalla prossima estate, quella del nuovo accordo tra Lega e giocatori, firmare al massimo (o quasi) per un’altra franchigia.

Tristan Thompson con la nazionale canadese

Secondo quanto riportato da Michael Scotto di sheridanhoops.com, il giocatore sarebbe intenzionato a tornare in Canada: i Raptors potrebbero offrirgli nella prossima estate un contratto importantissimo, così da accontentare le pretese di Rich Paul. Thompson è nato proprio a Toronto ed ha iniziato la sua carriera scolastica-cestistica a Brampton, nella Greater Toronto Area, prima di trasferirsi negli States (Henderson, Nevada) per avere più possibilità di essere “addocchiato” da qualche buon college. Così è stato: per Thompson è arrivata l’offerta dall’University of Texas, dove andò insieme ad un giocatore chiave per questa trattativa, Cory Joseph.

Joseph, anche lui seguito da Rich Paul, dopo quattro anni a San Antonio, ha firmato un quadriennale da 30 milioni di dollari con i Toronto Raptors. Secondo Scotto questa trattativa è stata solo il preambolo verso la “vera” trattativa tra la franchigia canadese e Paul, anche dal punto di vista commerciale: “E’ un ragazzo di Toronto e penso che abbia un grandissimo seguito in Canada. Ho sempre pensato potesse finire a Toronto e la prossima estate, con i nuovi salary, potrebbe ottenere tanti soldi per il rientro in patria”. Così un GM dalla Eastern Conference a sheridanhoops.com.

Quest’anno, però, per continuare il progetto con Cleveland, Thompson potrebbe addirittura fare qualche passo indietro, firmando la qualifying offer annuale da 7 milioni di dollari. Ma se per i Cavs (e i per il loro relativo salary cap) questa sarebbe l’opzione più gradita, lo stesso non si può dire per il canadese, che si prenderebbe un grandissimo rischio. Per riottenere le attenzioni ricevute durante quest’anno, Tristan deve ripetere la stagione fantastica appena conclusa, e non sarà una cosa semplice: il rientro di Kevin Love non è un problema per il canadese (l’anno scorso ha fatto benissimo anche da riserva di K-Love), nè quello di Varejao (nelle occasioni da quintetto piccolo, da centro giocherà sicuramente Thompson), piuttosto il problema per il giocatore di Toronto è la costanza. Thompson sarà all’altezza dello stesso Thompson?

Thompson ha già scommesso una volta su se stesso, rifiutando l’estensione contrattuale da 52 milioni di dollari per quattro anni ad inizio della scorsa stagione, sapendo di valere di più: Tristan, infatti, ad un anno dall’offerta dei Cavs, oltre ad essere diventato un giocatore chiave per la franchigia stessa, ha pretese molto più alte, che si avvicinano ai 18-20 milioni di dollari a stagione.

Accettando la qualifying offer e liberandosi il prossimo anno, però, l’arrivo a Toronto non sarebbe scontato. I canadesi hanno offerto contratti al limite della follia questa estate: 60 000 000 di dollari per quattro anni a Carrol, una four-year extension da 64 milioni di dollari a Valanciunas, il sopracitato contratto di Joseph, 10 milioni a Biyombo, insomma, se nel 2016 i Raptors vorranno offrire un supercontratto a Thompson dovranno veramente fare gli acrobati tra i vari salary cap. V’è però un’importante dichiarazione che rimette sul piatto tutte le carte tolte dopo aver letto gli stipendi dei Raptors, ovvero quella del President-GM Masaj Ujiri.

I Raptors sono una squadra canadese e penso che il riuscire a portare qui giocatore canadesi sia una cosa fantastica. Stiamo studiando diverse situazioni che vanno dai giocatori dell’NBA, a quelli dell’NCAA, senza dimenticarci degli studenti delle High School canadesi che giocano in Canada o negli States. Aspettiamo con ansia il giorno dell’arrivo di uno di questi giocatori

Masaj Ujiri, dopo queste parole, trovò l’accordo con Cory Joseph, canadese di Toronto e amico di Tristan Thompson, chi lo sa che non sia l’indizio verso una delle possibili firme più importanti della Eastern Conference per la prossima off-season.

Per Nba Passion,

Simone Scumaci, Simo_Spaulding

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