Un problema che affligge i Clippers da ormai tanto tempo è quello del ruolo di ala piccola. Nelle passate stagioni Matt Barnes era stato schierato in quintetto nello spot da 3, ma senza grandissimi risultati, specialmente nella metà campo offensiva, dove i losangelini sembravano giocare con un uomo in meno.
Per risolvere questo problema, in estate sono arrivati due giocatori adatti a ricoprire quel ruolo: Paul Pierce e Wesley Johnson.
Il primo si porta sulle spalle 17 anni in NBA (e 1 anello vinto, con annesso il premio di MVP delle finali nel 2008) e una buona ultima stagione nel corso della quale è riuscito a trascinare i suoi Washington Wizards ai Playoff, venendo eliminati al secondo turno; il secondo, invece, è una giovane promessa proveniente dai rivali concittadini, i Lakers, con i quali, però, non è mai riuscito a raggiungere traguardi importanti, pur facendo vedere, sui due lati del campo, abilità tecnico-tattiche molto interessanti.
In un primo momento si pensava che Doc Rivers avrebbe certamente fatto partire in quintetto The Truth, ma negli ultimi giorni sta prendendo forma l’idea di schierare dall’inizio Wes Johnson e utilizzare Pierce come sesto uomo, come sostiene Dan Woike di Orange County Register.
Johnson nella scorsa stagione ha tirato con il 45,6% dal campo e il 38,2% da tre, rappresentando, quindi, un buon miglioramento rispetto a Matt Barnes (44,1% dal campo e 37,4% da tre); inoltre Wes ha anche ottime capacità difensive ed è in grado di reggere il confronto contro ogni esterno nell’uno contro uno.
Pierce, invece, ha dalla sua parte molta più esperienza rispetto al giovane ex-Lakers, ha sicuramente più clutchness nei momenti decisivi delle partite, ma dal punto di vista fisico, ed è normale che sia così purtroppo, non può reggere il confronto contro le moderne guardie e ali piccole di oggi, molto più fisiche e veloci di un tempo. Per questo motivo, nella scorsa stagione, è stato utilizzato molto anche da 4 dal coach dei Wizards, ottenendo comunque ottimi risultati, specialmente ad inizio campionato.
Rivers, quindi, sembra, almeno per il momento, preferire un milgior fit, un miglior inserimento nel quintetto dal punto di vista tattico, a una maggior esperienza. In questo modo Johnson può dare il suo contributo alla squadra fin da subito, può crescere e maturare ancora di più dal punto di vista tecnico e mentale, mentre Pierce potrà portare esperienza a quella second-unit (rafforzata anche dagli arrivi di Josh Smith, Lance Stephenson, Cole Aldrich e Pablo Prigioni), che è stata il punto debole delle passate edizioni dei Clippers, e arrivare più riposato ai playoff.
Per NBAPassion,
Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)




