Home Aneddoti NBALakers, D’Angelo Russell si guadagna la fiducia di Kobe

Lakers, D’Angelo Russell si guadagna la fiducia di Kobe

di Mauro Manca

L’esame di maturità per diventare un vero Laker passa inesorabilmente attraverso la stima e la fiducia di Kobe Bryant, monarca dispotico della Los Angeles sponda gialloviola. Lo sa bene D’Angelo Russell, il rookie scelto con la seconda chiamata assoluta del draft, che col 24 avrà a che fare da vicino nel corso della sua prima stagione NBA. I due potranno coesistere sul parquet? Si alterneranno? il giovane Russell subirà l’ingombrante carattere del figlio di Jellybean? Tutte domande per rispondere alle quali occorrerà attendere lo sviluppo della regular season, ma è fuor di dubbio che partire col piede giusto nel rapporto con Kobe rappresenti un viatico importante per il buon esito dell’annata dell’ex Ohio.

Bryant è lo stacanovista per antonomasia, un lavoratore instancabile con l’ossessione per la vittoria. Quando i comprimari non gli vanno dietro diventa insofferente, si trasforma nel peggior compagno di squadra che si possa trovare e non manca di far notare alla dirigenza tutto quel che non gli va giù. Per informazioni chiedere pure a Jeremy Lin, Robert Sacre o Nick Young, l’anno scorso finiti in più di un’occasione nel mirino del 24, che per digerire stagioni da dimenticare come le ultime passate ha avuto bisogno di una scatola di maalox.

Russell ha deciso di guadagnarsi la fiducia di Bryant nel modo a lui più congeniale, attraverso il lavoro in palestra e durante gli allenamenti, chinando la testa fin dal primo giorno con in mente il solo obiettivo di migliorarsi.  Eppure sembrava che le cose tra i due non fossero cominciate per il meglio, specie per colpa/merito di un tweet dello stesso Russell in cui definiva il Tracy McGrady visto a Orlando come uno dei più grandi di sempre. Bryant non deve aver particolarmente gradito la cosa, ma da lì in poi a parlare è stato solo il campo. Russell, come trapelato anche dal Media day, è pronto fin da subito a prendersi le sue responsabilità, con il benestare del blasonato compagno che si accinge a cominciare la ventesima stagione in carriera. L’obiettivo? Non ripetere l’imbarazzante 21-61 dello scorso anno e magari fare un pensierino ai playoff, anche se nel cantiere di Byron Scott non c’è ancora spazio per le previsioni.

Per NBA Passion,

Mauro Manca

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