NBA Prediction 2015-16: Los Angeles Lakers

di Olivio Daniele Maggio

Record: 30 – 52 

Dopo una stagione fatta di sconfitte, tanti infortuni e pochissime note liete, è giunta l’ora per i Los Angeles Lakers di intraprendere seriamente la rebuilding del roster. I tifosi forse si aspettavano forse qualche nome altisonante per rilanciare le ambizioni della squadra ma, si sa, per tornare ai vertici in NBA ci vuole pazienza ma soprattutto una buona base da cui partire.

D'Angelo Russell.

D’Angelo Russell.

La prima mossa fatta dal GM Mitch Kupchak è stata compiuta utilizzando la seconda chiamata assoluta del draft 2015 per selezionare D’Angelo Russell. Una scelta per certi versi sorprendente visto che molti addetti ai lavori avevano pronosticato la chiamata di un lungo (Jahlil Okafor). Con la ventisettesima pick invece è stato chiamato Larry Nance jr, ala proveniente dall’università del Wyoming. Dopodiché i gialloviola si sono buttati a capofitto nella free agency, cercando di firmare un big man di assoluto livello, LaMarcus Aldridge su tutti: l’ex Portland Trail Blazers alla fine è andato ai San Antonio Spurs e piano piano sono sfumati tutti gli altri obiettivi. In compenso, hanno sposato la causa Lou Williams (sesto uomo dell’anno 2015), Brandon Bass, Robert Upshaw e Metta World Peace, che ha deciso di tornare a Los Angeles dopo l’esperienza di Cantù. Tramite trade è stato acquisito il centro degli Indiana Pacers Roy Hibbert, mentre via Barcellona è arrivato l’ex playmaker dei blaugrana Marcelinho Huertas. Inoltre è stata esercitata l’opzione sul contratto del centro Robert Sacre.

Coach Byron Scott ha già deciso la starting line up. Tre guardie saranno titolari:  Russell in cabina di regia, Clarkson nel ruolo di shooting guard e soprattutto con Kobe Bryant utilizzato da 3. Quest’ultima scelta è stata fatta per sfruttare l’abilità al tiro in uscita dai blocchi e il gioco in post del Black Mamba, che giocherà in maniera più ‘statica’ per via  del suo fisico logorato dagli infortuni. Nel frontcourt c’è molta attesa di vedere Julius Randle (che ha saltato tutta la scorsa annata per una frattura alla tibia ) e Hibbert: il giamaicano, in particolare, dovrà tornare a fare bene come nella sua militanza ad Indianapolis se vorrà guadagnare la riconferma per il prossimo anno.

  • PM:  D’Angelo Russell
  • SG: Jordan Clarkson
  • SF: Kobe Bryant
  • PF: Julius Randle
  • C: Roy Hibbert

 

Kobe Bryant.

Kobe Bryant, leader dei Los Angeles Lakers.

La risalita dei Lakers passerà inevitabilmente da Bryant, alla ventesima stagione in NBA e ancora tanta voglia di rivalsa. Il numero 24 non solo svolgerà la funzione di leader tecnico, ma avrà un impatto significativo sulla crescita dei giovani (soprattutto Russell, che sembra aver messo già sotto la sua ala protettrice). Di ritorno da grave guaio alla spalla, cercherà di trascinare i suoi più in fondo possibile in questa non facile regular season 2015/16.

La possibile sorpresa stagionale potrebbe essere rappresentata da Julius Randle: per la settima scelta del draft dell’anno scorso si tratterà del vero esordio nella lega. In estate l’ala grande ha lavorato duramente, perdendo del peso e affinando i fondamentali, per rispettare appieno le aspettative sul suo conto. Recentemente Bryant l’ha definito un “un Lamar Odom nel corpo di Zack Randolph“,  segno che anche i senatori della squadra credono molto nelle qualità del ragazzo.

Insomma, vista l’elevata competitività della Western Conference e molti elementi di un gruppo che hanno bisogno di farsi le ossa o che necessitano di un riscatto, per i Lakers sarà veramente dura accedere ai playoff. Più verosimilmente i californiani sfrutteranno quest’annata per fare cresce i giovani e capire quali giocatori confermare in vista della offseason 2016, dove si tenterà l’assalto a qualche free agent di spessore. Tuttavia, i proclami della società vanno in controtendenza con le attuali potenzialità del roster: se si rinuncia al tanking, probabilmente la top 3 protected pick del draft 2016 andrà ai Philadelphia Sixers (acquisita tempo fa).                                                                                                                                                  Ora non resta che dare la parola al campo.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

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