Zach Lowe di Grantland ha voluto classificare tutti i loghi delle franchigie NBA, dal peggiore al migliore. Al decimo posto c’è quello dei Golden State Warriors, con il Bay Bridge che si è scelto di rappresentare non in modo frontale per avere lo spazio necessario per inserire all’interno anche i numeri.
10. GOLDEN STATE WARRIORS
Molti esperti di design sbeffeggiano questo logo, ma in realtà i colori gialloblu con la sagoma del Bay Bridge combaciano perfettamente e le maglie hanno uno stile eccentrico che non può vantare nessun altro.
Questo logo è nato per caso. Il team ha sperimentato diversi disegni che si avvicinassero al famoso logo “City”, con la visita frontale che dà direttamente sul ponte. Tuttavia l’idea dei Warriors era quello di sbattere il logo in bella evidenza sulla maglia, anche se l’Adidas ha ricordato puntualmente che c’era bisogno di uno spazio su cui scrivere i numeri di maglia. La scelta così è stata quella di spostare il ponte sulla sinistra e creare lo spazio per i numeri, anche se a dir la verità sono tecnicamente più piccoli rispetto agli standard richiesti per il campionato.
Una bella mossa per la franchigia, che ha avuto un solo anno per sostituire il guerriero blu: infatti il nome della mascotte era Thunder, ma con il trasferimento dei Sonics in Oklahoma i Warriors si sono trovati costretti a dover mettere in soffitta il loro guerriero il prima possibile.
“Purtroppo non si può davvero dire che si tratti del Bay Bridge, la gente spesso lo scambia erroneamente con il Golden Gate” spiega Lim. Anche i produttori TV hanno prodotto delle animazioni dove è il Golden Gate e non il Bay Bridge a sfumare nel logo dei Warriors.
Il font scelto è uno standard universalmente disponibile e noto a tutti, il Copperplate, una decisione considerata vergognosa per tutti i designer professionisti. Il colpevole di questa scelta non si è ben capito chi sia: la franchigia incolpa il campionato, il campionato incolpa la franchigia. “Mi sarebbe piaciuto se avessimo spinto di più”.
La scelta di mettere il punto di vista sul ponte fuori dal centro potrebbe violare alcuni principi di design, in quanto l’occhio è attirato dallo spazio blu vuoto, ma in realtà nel complesso si tratta di un disegno che colpisce.
“È affascinante, si sente quasi un po’ di varsity” dice Tom Koukodimos, partner di Sid Lee, una delle principali società di progettazione “Mi dispiacerebbe se si perdesse questa sensazione. Ognuno cerca qualcosa di unico, e i Warriors ce l’hanno”.


