A detta di molti, il Draft 2015 ce lo ricorderemo a lungo: andiamo ad analizzare i rookie più promettenti della stagione da Towns a Bobby Portis

Towns:
La prima scelta è toccata ai Minnesota Timberwolves, che hanno puntato su Karl Anthony Towns, freshman di 208 cm, per fare compagnia a LaVine (ricorderete il “f**k me” dello scorso Draft) e soprattutto Wiggins. Il ragazzo da St. Joseph, New Jersey, è stato plasmato da coach Calipari: prima nella Nazionale dominicano poi nella University of Kentucky. Carriera liceale da paura, si è messo definitivamente in luce nelle ultime Final Four. Grosso ma con mani dolci, non ha l’atletismo di Okafor ma offre un’altra protezione del ferro. Il front cuort dei Wolves comprende anche Peković e Garnett, a cui toccherà prepararlo mentalmente al piano di sopra. Chi meglio di lui.

Russell:
Alla seconda è stato il turno dei Lakers, che hanno deciso di dare un play a Bryant e di mettersi in casa uno che sprizza talento puro, D’Angelo Russell, il classico gialloviola. Ad Ohio State sono sicuri di aver avuto un Westbrook 2.0, tanto atletismo ma più intelligenza cestistica, la quantità e la qualità degli assist sono imbarazzanti. Buon tiro e l’abitudine ad avere una squadra sulle spalle. Pare che Kobe gli voglia già bene, allo Staples potremmo tornare a vedere un back court di primo livello. I tifosi Lakers già sognano il pick&roll tra Russell e Randle, per tornare a sognare.

Okafor:
Il tanking tanto disperato quanto sistematico dei 76ers  (#believetheproject) ha portato alla scelta dell’irrefrenabile Jahlil Okafor, super protagonista delle ultime finali NCAA contro Kaminsky, il colpaccio di Charlotte. Phila si avvia a un altra stagione nelle retrovie, ma il pacchetto lunghi è imbarazzante, soprattutto in prospettiva: a fianco di Jahlil ci sarà Nerlens Noel, tra qualche anno potremo ritrovarli ancora in campo a maggio. La passata stagione, il ruolo da primo violino conferito da subito e un fisico invidiabile, lo danno principale candidato al Rookie of the Year. Passo felpato, mano precisa anche dalla media, movimenti armoniosi; se riuscirà a farsi sentire di più in difesa e a migliorare i liberi, Davis avrà un concorrente in più.

Porzingis:
La sorpresa della notte, tanto per cambiare, l’hanno fatta i Knicks, scegliendo alla quarte Kristaps Porzingis. Ragazzo lettone di 216 cm, ha giocato un Eurocup scintillante con il Siviglia; il talento è indiscutibile e lo ha dimostrato anche nel workout, padronanza di tiro stratosferica, ma ha saltato parecchi step. Si vedrà.

Mudiay:
La storia commovente invece l’ha regalata Emmanuel Mudiay, settima pick dei Denver Nuggets. Scappato con la madre e il fratello dalla guerra civile in Congo, dopo un anno sotto la guida di Larry Brown, ha preso al volo un contratto in Cina per far svoltare la vita della sua famiglia. Certo la mancanza del college si sentirà, ma il 19enne da Kinshasa ha buona mano anche da dietro l’arco e una velocità decisamente africana.

Portis/Hezonja:
A questi cinque vanno aggiunti Portis a Chicago e Hezonja a Orlando, insomma ne vanno tenuti d’occhio molti. Ma la forza di questa Lega sta proprio qui, avevate dubbi che continuassero a migliorarsi sempre?

Per NBA Passion,
Jacopo Di Francesco

You may also like

Lascia un commento