Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiIl complicato rapporto fra i Bulls e Derrick Rose

Il complicato rapporto fra i Bulls e Derrick Rose

di Paolo Sinacore
Derrick Rose

L’atmosfera attorno a Derrick Rose in quel di Chicago sta lentamente e inesorabilmente cambiando. Le ultime stagioni, costellate da una serie incredibile di infortuni, hanno modificato la percezione che tifosi e compagni avevano dell’mvp del 2012.

Il numero 1 dei Bulls è stato veramente trattato da numero 1 sin da quando fu chiamato come prima scelta nel draft del 2008. E il ragazzo ha mostrato, anno dopo anno, una crescita esponenziale sia dal punto di vista tecnico che da quello della (silenziosa) leadership.

Ma, dopo il tristemente famoso infortunio nellact-spt-1014-bulls prima gara di playoffs del 2012 contro i Sixers, si sono succeduti vari episodi che hanno minato il rapporto idilliaco fra il pubblico di Chicago e la sua stella.

In tal senso ci si mise di mezzo anche il fratello Reggie, che nel 2013 accusò i Bulls di non aver cercato di migliorare il roster nell’attesa del rientro di Derrick. E, in una catena di eventi che ben conosciamo anche in Italia, le voci di dissidi interni (sicuramente amplificate, ma non per forza inventate di sana pianta) sono cominciate a circolare fra i media.

A tal proposito, secondo alcuni, Rose avrebbe addirittura annullato il suo rientro nel 2013 a causa della sua insoddisfazione riguardo il roster a disposizione di coach Thibodeau all’epoca.

Secondo Brian Windhorst, reporter di Espn, il rapporto fra l’entourage dei Bulls e il giocatore è giunto a uno stadio critico: “La rottura fra il giocatore e i Bulls è iniziata. Non so quanto ci vorrà prima che si arrivi a una fine. Non so se ci si arriverà. Ma in un certo senso si può vedere già da ora.

Windhorst suggerisce fra le righe l’ipotesi che si possa andare avanti da separati in casa, situazione già vista fra superstar NBA desiderose di vincere il prima possibile e deluse da un supporting cast non all’altezza delle loro aspettative. Ma non può essere questo il caso: oltre all’arrivo di coach Fred Hoiberg, Chicago nel corso degli anni ha arricchito il proprio roster con giovani del calibro di Nikola Mirotic e Taj Gibson, trattenendo Joakim Noah e aggiungendo l’esperienza di Pau Gasol.

Forse, a voler esser maliziosi, il vero problema ricade nell’esplosione di Jimmy Butler, altro leader silenzioso che ha sostituito nell’immaginario (e forse nel cuore) dei tifosi la figura di Derrick Rose. Il paventato litigio avvenuto fra i 2 in estate (altro esempio di voci che corrono senza controllo) è stato immediatamente smentito dai diretti interessati, ma ha comunque contribuito ad alimentare quella percezione da separato in casa che sta prendendo piede fra gli appassionati.

L’inizio tutt’altro che scintillante dell’ex Mvp (10,2 punti e 5,4 assist in oltre 30 minuti, e addirittura 3 partite consecutive in singola cifra) è la ciliegina su questa torta di diffidenza che ha provato a descrivere Windhorst.

Derrick Rose avrà tempo fino alla scadenza del suo remunerativo contratto (gli spettano ancora 41 mln di $ in 2 anni) per riconquistare l’ambiente e firmare un prolungamento che soddisfi entrambe le parti. La soluzione è tanto ovvia quanto complicata: tornare a dominare sul parquet e vincere.

 

Per NbaPassion,

Paolo Sinacore

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