Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksMavs, la cattiva idea di Chandler Parsons nella partita giocata stanotte

Mavs, la cattiva idea di Chandler Parsons nella partita giocata stanotte

di Davide Bomben

I Dallas Mavericks questa notte hanno perso la gara casalinga contro i Charlotte Hornets con un divario abbastanza importante (14 punti), maturato in special modo nel terzo quarto dell’incontro.  A seguito della prima gara casalinga, persa contro i Toronto Raptors, Chandler Parsons voleva un maggior minutaggio nelle fasi di partita più concitate. L’ala veniva, infatti, da un lungo periodo di riabilitazione dovuto all’operazione ibrida per rinsaldare la microfrattura del suo ginocchio destro. L’idea del giocatore per questa partita era di poter riposare nei primi due quarti per poi esser determinante nel finale.

 

Chandler Parsons

Chandler Parsons

Succede tutto a fine secondo quarto quando, con un distacco di appena un punto, il numero 25 decide allora di dirigersi verso la sala pesi, scaldandosi con la sua abituale routine pre partita, in modo da poter essere, fin dall’inizio del terzo quarto, subito in ritmo. La partita ricomincia: vi sono un paio di azioni, Parsons riceve uno scarico dal suo centro, Zaza Pachulia, e lascia andare la palla che si insacca dolcemente nella retina. Ecco, da qui in poi non riuscirà più a segnare alcun punto e con lui in campo i Mavericks subiranno un parziale che li porterà a 16 distanze dagli Hornets.  “È come se gli Dei del basket stessero dicendo: questa è un’idea idiota” – ha commentato a fine partita ai microfoni di ‘ESPN.com’, dopo una prestazione da 1 su 5 in 14 minuti – “Ma ne valeva la pena però provarci.”

Questa non è, infatti, il tipo di decisione che l’Head Coach dei texani, Rick Carlisle, sia solito prendere. La sua preoccupazione era che restando seduto per molto tempo, una volta entrato in campo, il ritmo della squadra si sarebbe spezzato, con i risultati ben evidenziati. “Questa è una delle cose per cui rispetto Rick Carlisle: lui è molto aperto a idee di questo genere. Chiaramente non ha funzionato.” ha concluso il giocatore. “È tutto strano finché tutto non saremo in piena salute, senza limitazioni” – ha dichiarato Wesley Matthews – “Sta andando tutto verso una situazione particolare: si potrebbe prendere il tempo usato per darmi pochi minuti e distribuirlo per Chandler, così da farlo giocare.”

L'Head Coach dei Mavs, Rick Carlisle

L’Head Coach dei Mavs, Rick Carlisle

Purtroppo questa non è una soluzione ideale per un progetto a lungo periodo, essendo solo un’opzione per momenti di chiara difficoltà. È anche vero che è assai difficile che un giocatore, con mesi di ruggine sulle gambe e con i 15 minuti dell’intervallo lungo per scaldarsi, possa essere subito performante e utile alla squadra.  La questione Parsons, come ha espresso Carlisle, è bel lungi dall’esser il più grande problema della squadra. “Non gli si può dare la colpa per la sconfittaha commentato l’allenatore, ai microfoni di ESPN.com“Non è una cosa di cui voglio parlare. Noi tutti possiamo fare meglio.” Il dilemma per l’Head Coach è  sicuramente il fatto che si ritrova tra le mani una squadra i cui vari componenti non hanno quasi mai giocato assieme, con due fondamentali pedine alle prese con gli strascichi dei rispettivi infortuni e con la lungodegenza di JaVale McGee che gli impedisce di aver un rincalzo per lo spot di centro dotato di atletismo. E se il suo lavoro fosse stato semplice, sicuramente il proprietario, Mark Cuban, non gli avrebbe fatto firmare un’estensione contrattuale da 35 milioni. Vedremo quindi nelle prossime partite quali decisioni prenderà Carlisle, cercando di trovare la giusta alchimia tra i suoi 15 giocatori.

Per NBAPassion

@DavideBomben

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