Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiDerrick “never give up” Rose: i Bulls sorpassano i Thunder 104-98

Derrick “never give up” Rose: i Bulls sorpassano i Thunder 104-98

di Jacopo Di Francesco

Finalmente, forse, è tornato. Esplosivo, uomo squadra, spettacolare e decisivo. Nella notte dello United Center Derrick Martell Rose da Englewood ha toccato quota 29 punti (12-25 dal campo) con 7 assist e 5 rimbalzi, prendendosi tre jumper contro l’impotente Enes Kanter a due minuti dalla fine decisivi per togliere le speranze a Kevin Durant e all’amico Russell Westbrook.

Partita combattuta e di parziali sin dall’inizio, il primo allungo è di OKC; a rimettere il punteggio in parità ci ha pensato un sontuoso Jimmy Butler, ancora produttivo in isolamento e quasi perfetto dall’arco nel primo tempo (4-5), nel secondo ha lasciato spazio al suo n.1. Quasi tutta la squadra ha contribuito a una vittoria che sarà un’importante iniezione di fiducia e consapevolezza: Taj Gibson hanno lavorato bene in difesa mettendoci tanta energia, mentre Doug McDermott (prima in quintetto) e Aaron Brooks (11 punti) si sono caricati sulle spalle diverse responsabilità. In ombra Pau Gasol e Nikola Mirotić; tanti errori in particolar modo del catalano (comunque in doppia-doppia con 11 punti e 12 rimbalzi). D’altro canto, invece, Noah ha disputato una convincente prestazione e, sul suo conto, si è espresso anche coach Donovan, che lo conosce dai tempi di Florida State: “Tutti vedono i suoi capelli, le doti al passaggio e la difesa – ha detto– ma pochi lo vedono in spogliatoio, il miglior compagno di squadra che conosco”.

Splendido quarto periodo per Derrick Rose che regala ai Bulls la vittoria

Splendido quarto periodo per Derrick Rose che regala ai Bulls la vittoria

Per la franchigia dell’Oklahoma, sono arrivati 33 punti in totale tranquillità da un rigenerato Durant, 20 punti e 10 assist da Westbrook e un Ibaka quasi perfetto da 17 punti; poco apporto però dalla panca: il primo strappo i Bulls lo hanno costruito nel secondo quarto contro i back-up di OKC.

Nel post-partita, Durant non ha cercato alibi sulla sconfitta rimediata: “Non è un problema di troppe partite, dobbiamo solo trovarci e fare la nostra strada“. Ma i problemi dei Thunder in questo momento non si limitano alle sconfitte consecutive rimediate: Steven Adams ha accusato problemi alla schiena, non ci sarà alla Chesapeake Arena contro Phoenix.

D’altra parte, può invece sorridere Fred Hoiberg, che ha sottolineato come per Rose e per la squadra queste sono partite fondamentali. L’MVP del 2011, decisamente soddisfatto e rilassato, ha dato delle risposte più che convincenti nella note: “La gente può dire quello che vuole, io sono qui per giocare.” – ha detto la stella dei Bulls, che ha poi proseguito – “So che questo è il mio livello, è solo una questione di ritmo”

Con il passare del tempo, i Bulls pare stiano trovando la giusta quadratura e coach Hoiberg sembra già avere la squadra in mano e Rose e pronta a trascinarla verso grandi traguardi. Ora sta a lui, al “Son of Chicago”, dimostrare che “Windy City” sulla mappa c’è e non solo ad Est. Ginocchia, occhi, caviglie, ma lui è lì, a lottare per tornare tra i migliori della Lega: qualcuno vuole perderselo?

 

Per NBA Passion,

Jacopo Di Francesco (@jdf9623)

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