Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiI Golden State Warriors non si pongono limiti: l’obiettivo è superare le 70 vittorie in stagione regolare

I Golden State Warriors non si pongono limiti: l’obiettivo è superare le 70 vittorie in stagione regolare

di Leo Lucio Screnci

Nonostante l’assenza di colui il quale è stato riconosciuto come uno dei maggiori artefici dei successi della passata stagione (con buona pace di Mark Jackson), i Golden State Warriors hanno iniziato la stagione con il piede pigiato sull’acceleratore e non sembrano avere alcuna intenzione di fermarsi. Guidati da un Stephen Curry al limite della realtà e da un Luke Walton promosso ad interim nel ruolo di head coach, in attesa del ritorno di Steve Kerr, la squadra della baia ha iniziato la regular season vincendo tutti e 5 i match disputati fino a questo momento. Era dalla stagione 2010-2011 che la squadra campione non intraprendeva un avvio di stagione così incoraggiante ornato unicamente da vittorie. Quella volta toccò ad un’altra squadra della California, i Los Angeles Lakers, che riuscirono a vincere le prime 8 partite prima di venire fermati sul parquet ospite dei Denver Nuggets, perdendo per 112 a 118. Considerando dunque l’avvio sprintoso, fatto di un ottimo e velocissimo ball-movement, che ha portato in quasi tutti i casi i Warriors ad una facile vittoria (fatta eccezione per l’ultima partita disputata contro i Los Angeles Clippers), non risulta impossibile un ulteriore miglioramento, in termini di vittorie ottenute, per la truppa di Curry & Co. Ma se già nella passata stagione la casella W recitava 67 poco prima dei playoff (sesto miglior record in assoluto a pari merito con altre franchigie), il prossimo step dovrà essere sicuramente provare a sfondare il muro delle 70 vittorie, facendo di conseguenza un pensierino a Michael Jordan e a quel record storico (72 vittorie e 10 sconfitte) che i suoi Chicago Bulls furono in grado di fare nella regular season 1995-1996.

 

CHICAGO - 1996: The 1995-96 NBA Chicago Bulls pose for a team portrait in Chicago, IL. Front row (left to right): Toni Kukoc, Luc Longley, Dennis Rodman, Michael Jordan, Scottie Pippen, Ron Harper, Steve Kerr. Second row: Jud Buechler, Jason Caffey, James Edwards, Bill Wennington, Dickey Simpkins, Jack Haley, Randy Brown. Back Row: John Paxson, Jimmy Rodgers, Head coach Phil Jackson, Jim Cleamons, and Tex Winter. NOTE TO USER: User expressly acknowledges  and agrees that, by downloading and or using this  photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory copyright notice: Copyright NBAE 1996 (Photo by NBA Photo Library/ NBAE/ Getty Images)

Chicago Bulls, 1995-96 – Prima fila (da sinistra verso destra): Toni Kukoc, Luc Longley, Dennis Rodman, Michael Jordan, Scottie Pippen, Ron Harper, Steve Kerr. Seconda fila: Jud Buechler, Jason Caffey, James Edwards, Bill Wennington, Dickey Simpkins, Jack Haley, Randy Brown. Back Row: John Paxson, Jimmy Rodgers; Coaching-staff: Phil Jackson, Jim Cleamons, and Tex Winter.

Chi crede nell’impresa è Klay Thompson che ha così dichiarato durante un Google Hangouts Q&A con ShotTracker, una tech-company con la quale collabora lo stesso numero 11 dei Warriors: “Sarà sicuramente difficile, ma ci proveremo. Ci sono un sacco di ottime squadre nella lega. Abbiamo già vinto 67 partite lo scorso anno ed è stato un grande traguardo. Potremmo essere in grado di vincerne 70. Dipende da un sacco di cose come la salute oppure dai rimbalzi fortunati che devono andare a nostro favore. […] 72 vittorie sono un sacco di vittorie. Non so se qualcun altro sarà mai in grado di raggiungere tale numero, ma noi ne abbiamo già vinte 67 lo scorso anno. Dunque se restiamo concentrati e se affronteremo ogni partita in maniera seria, potremmo avere una chance di vincerne almeno 70. Non sarà facile, anzi sarà estremamente difficile, ma perché non provarci?”

Meno ottimista al riguardo è invece proprio il condottiero dei guerrieri di Oakland, proprio quello Steve Kerr che nel 1995-1996 faceva parte di quel grande roster in canotta rossa che centrò l’impresa (ancora oggi unica squadra ad aver raggiunto almeno 70 vittorie in stagione regolare). Già lo scorso anno il nativo di Beirut era stato interpellato sulla questione, rispondendo nel seguente modo: “Mi ricordo quella stagione. Una cosa che mi ricordo è che in circa 10 partite abbiamo vinto perché lo decideva Michael. Voleva a tutti i costi battere il record delle 69 vittorie dei Lakers e quindi prima di qualche partita veniva nello spogliatoio e diceva “Oggi vinciamo”; ogni altra squadra avrebbe perso quelle 10 partite ma noi no perché avevamo lui in squadra. E di Jordan c’è ne sta uno soltanto.”

Sia tra gli esperti NBA che tra i “semplici” appassionati, il dibattito sulle possibilità dei Warriors di infrangere il record si sta accendendo sempre di più. Sopratutto adesso, ad inizio stagione, le 72 vittorie rimangono un miraggio ma con uno Stephen Curry così informa nessun traguardo è precluso per la franchigia giallo-blu. La caccia riparte stanotte con la partita contro i Denver Nuggets. Per i Warriors sarà 6-0 oppure la squadra del Colorado indosserà ancora gli scomodi panni di guastafeste, come già fatto nel 2010 contro i Lakers?

You may also like

Lascia un commento