E’ stata una partita combattuta fino all’inizio del quarto periodo quella tra i Sacramento Kings (1-6) e i San Antonio Spurs (4-2). Il punteggio finale di 106-88 è frutto di un’accelerazione nell’ultimo quarto da parte dei texani, che, grazie alle grandi doti realizzative delle loro star, sono riusciti a portare a casa la vittoria.
La chiave di questo successo degli Spurs è stata sicuramente la grande concretezza offensiva di Kawhi Leonard, autore di 24 punti, tirando con il 77% dal campo (10-13) e il 75% da tre punti (3-4). Inoltre la difesa degli speroni ha saputo contenere benissimo la minaccia offensiva più pericolosa dei Kings, ovvero DeMarcus Cousins, al rientro dopo il brutto infortunio al tendine d’Achille. Cousins è sembrato molto nervoso, oltre che molto impreciso al tiro (5-20 dal campo) e non è stato in grado di trasmettere alla sua squadra la leadership di cui aveva bisogno. A reggere le redini dei padroni di casa ci ha pensato, quindi, Marco Belinelli, l’ex tanto atteso dai tifosi degli Spurs e da tutti i tifosi italiani. La guardia ha giocato una partita molto convincente, condita da 17 punti (7-13 dal campo) e 5 assist, contribuendo, e non poco, a tenere il passo degli Spurs per 3 quarti di gioco.
Nell’ultimo periodo si è scatenata la furia texana: grazie ad una solidissima difesa, capace di reggere l’urto sotto canestro e di forzare tantissime palle perse all’attacco avversario, gli Spurs aumentato il loro vantaggio, fino a quel momento molto risicato, e si portano addirittura sul +22, aiutati da tanti punti in contropiede di Mills (fino a quel momento molto impreciso al tiro) e Leonard. Inoltre anche LaMarcus Aldridge inizia a prendere confidenza con il canestro e a segnare con continuità, senza lasciare scampo ai poveri Kings.
Gli ultimi minuti di garbage time sono utili solamente per far scorrere il tempo, senza nessuno squillo in particolare e così la gara termina con la vittoria degli ospiti.
KINGS
Cosa ha funzionato: Le uniche due note liete della serata sono Marco Belinelli e Omri Casspi. Senza loro due il punteggio sarebbe potuto essere molto più pesante.
Cosa non ha funzionato: Rudy Gay è sempre più un oggetto misterioso. Alterna delle buone prestazioni a delle partite giocate in maniera pessima, come quest’oggi. Molle in difesa (Leonard gli segna 10 tiri in faccia su 13 tentativi) e molto impreciso in attacco (5-15 al tiro per soli 10 punti). Il suo plus/minus terrificante (-31) parla da solo.
Rajon Rondo, invece, dopo un inizio promettente (4-4 al tiro nei primi 4 tentativi), si spegne col passare dei minuti (George Karl lo ha fatto giocare per tutti e 48 i minuti), realizzando 12 assist, ma con ben 9 palle perse.
SPURS
Cosa ha funzionato: Kawhi Leonard è sempre più il perno dell’attacco degli speroni. Su di lui si basa il presente e il futuro della franchigia, assieme a LaMarcus Aldridge, che pian piano sta prendendo confidenza con gli schemi di coach Popovich. La difesa, inoltre, è solidissima, nonostante non ci sia un vero rim protector, concede veramente pochi canestri nel pitturato.
Cosa non ha funzionato: Andando a cercare il pelo nell’uovo, Danny Green è stato un po’ fuori dalla gara. Ha lavorato sì molto in difesa, realizzando delle ottime giocate, ma è stato quasi inesistente in zona offensiva, dove ha tentato solamente 6 conclusioni, realizzandone 2.
MVP DELLA PARTITA: Kawhi Leonard.
PEGGIORE IN CAMPO: Rudy Gay.
TABELLINI
Per NBA Passion,
Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)


