Dopo una movimentata estate in Arizona culminata con la decisione di Markieff Morris di restare a Phoenix e la parallela firma di un centro molto esperto come Tyson Chandler, le ambizioni dei Suns erano alquanto salite. È ancora molto presto per parlare di bilanci, nello specifico i Suns hanno giocato fin qui 15 gare ma già qualche spunto di riflessione si può trarre.
Attualmente i Suns occupano il settimo posto nella Western Conference frutto di un record che vede 7 vittorie contro 8 sconfitte e il solito problema che la franchigia dell’Arizona si trascina ormai da diverse stagioni ossia quello di riuscire a chiudere definitivamente le partite e la gestione dei finali di gara.
Questo cattivo approccio da parte della squadra allenata da Coach Jeff Hornacek ha portato già a diverse sconfitte casalinghe, sconfitte che nell’arco dell’intera stagione avranno la loro non banale valenza dato che la dirigenza (e non solo) è vogliosa di tornare in post-season, risultato che manca dal lontano 2010.
Le maggiori speranze dei tifosi dei Suns sono aggrappate alla vena realizzativa delle sue combo guard Eric Bledsoe e Brandon Knight.
Il bel gioco corale che un tempo caratterizzava questa squadra è ormai quasi un lontano parente e le vittorie fin qui raggiunte sono più che altro frutto dell’estro offensivo delle due già citate combo guard.
Non che il resto della squadra sia rimasta a guardare ma se, ad esempio, a Chandler viene chiesto un altro tipo di gioco e il buon Tyson riesce ancora a catturare 9.3 rimbalzi in media, ciò che realmente manca a questa squadra per il definitivo salto di qualità sono le due ali.
L’acquisto di Chandler ha si giovato e non poco sull’asse play-pivot (anche se il pick and roll di scuola Nash-Stat era ben altra cosa) ma il ruolo di ala resta quello più carente.
Le vicissitudini estive che hanno coinvolto Markieff Morris riecheggiano ancora nella memoria dei tifosi orange e quel tanto sperato lieto fine societario ha fatto si che il front-office ne uscisse indenne dopo “l’esperienza-Dragic” ma il risultato in campo, fin qui dimostrato dal big man ex Kansas, è stato molto deludente.
Morale della favola Keef non solo ha abbassato le sue medie dal punto di vista statistico e di conseguenza anche il minutaggio ma spesso risulta svogliato in campo e quasi deleterio nelle letture di determinate azioni di gioco, basti pensare che al momento tira da 3 con un pessimo .278% .
Analizzando lo spot di ala piccola anche P.J. Tucker sta avendo una parabola decrescente dal punto di vista prestazionale specialmente nel tiro da oltre l’arco che era uno dei punti di forza del trentenne oltre ovviamente la grande intensità difensiva.
Chi ne sta traendo maggiori benefici da questa situazione sono i back-up dalla panchina. Dopo i gravi problemi di salute che ne hanno compromesso la scorsa stagione, Mirza Teletovic è riuscito a trovare finalmente la forma migliore e soprattutto il tiro dalla lunga distanza. Finora sta tirando con la percentuale più alta da quando calca i parquet della NBA e quasi ricorda una vecchia conoscenza dei tifosi Suns, Channing Frye.
Le sorprese invece arrivano da Jon Leuer e da T.J. Warren. Il primo è arrivato in punta di piedi a Phoenix via Memphis durante la notte dello scorso Draft in cambio di una seconda scelta e gradualmente si sta dimostrando una trade azzeccata in quanto il classe ’89 ex Wisconsin ha incrementato tutte le sue medie rispetto agli anni passati con un occhio di riguardo, anch’egli, al tiro da 3.
Warren invece è la conferma che tutti i tifosi e gli addetti ai lavori cercavano. Dopo un buon finale della scorsa stagione e una Summer League da assoluto protagonista, l’ex North Carolina è di fatto il sesto uomo di Phoenix.
Anche lui è migliorato in tutte le fasi di gioco riuscendo ad avere una media in doppia cifra, 11.4 punti ma specialmente il .412% nelle conclusioni da oltre l’arco che erano considerate il tallone d’Achille della versatile ala piccola. Non è escluso che da qui a qualche mese parta in quintetto.
Cosa manca allora a questa squadra per cercare di arrivare ai vertici dell’Ovest?
Sicuramente una maggiore esperienza da parte del roster ma quella arriva solo con il tempo e la pazienza. Alcune scelte di Hornacek sono rivedibili come l’esiguo minutaggio dato al centro ucraino Alex Len e, come già detto, la gestione di alcuni finali di gara.
Non è neppure escluso che Morris venga realmente tradato dal GM Ryan McDonough inserendo magari qualche altro giovane prospetto interessante fin qui poco utilizzato come Archie Goodwin per cercare di portare finalmente in Arizona quell’ala (piccola o grande) capace di spostare gli equilibri.
In definitiva c’è ancora tanto da lavorare, Coach Hornacek è nel suo ultimo anno di contratto garantito e se le cose dovessero andare nuovamente male in estate potrebbe anche esserci una nuova guida al timone dei Suns.
Riuscirà McDonough a rendere più competitiva la squadra e poter finalmente tornare ad alti livelli?



