Dopo quattro (si, si quattro) tempi supplementari, i Detroit Pistons riescono a superare 147 a 144 i Chicago Bulls. Con questo successo Andre Drummond e soci centrano l’ottava posizione nella Eastern Conference mentre i padroni di casa restano alla numero 3.
Bulls: starting five da urlo ma la panchina … – 107 punti divisi in 3 giocatori sono un bottino piuttosto singolare: Butler ne ha infilati 43, Derrick Rose 34 e Pau Gasol 30. Incredibile, ma il resto della squadra? Aggiungiamo anche i 14 centri di Taj Gibson fanno 121 punti su 144, l’altra parte del team è come se fosse rimasta a casa, comodamente in poltrona. Ai tori di Chicago è mancato un po’ di senso d’appartenenza (al contrario dei Pistons) che nei momenti decisivi ha portato ad alcuni errori cruciali. Le percentuali dei 3 top scorer non sono state esaltanti ma si può rimproverare molto poco ai “Big 3” di coach Fred Hoiberg. Deludenti le prove di Tony Snell e Nikola Mirotic: il primo ha tirato solamente da dietro l’arco, chiudendo con un pessimo 1/7; il secondo ha trovato solo una volta la via del canestro su sei tentativi. Rivedibili.
Drummond pigliatutto, record in casa Pistons – I 147 punti della scorsa notte sono il massimo di centri messi a segno dai Pistons dal 1984 quando la franchigia di Detroit ne fece registrare uno in più, 148. Ha ovviamente rubato le copertine l’uomo franchigia: Andre Drummond. Per il centro 33 punti e 21 rimbalzi, incredibile! Il quintetto titolare è stato veramente a lungo sul parquet, praticamente tutti i giocatori sono rimasti in campo per almeno 50 minuti, nonostante dalla panchina sono entrati solamente in quattro. Ennesima buona prestazione anche per Reggie Jackson, doppia-doppia anche per il playmaker con 31 punti e 13 assist. I Pistons vogliono arrivare ai Play-off e chissà che non ci riescano: l’ottavo posto al momento è loro, dovessero continuare così nessun obiettivo è precluso.

