Home Eastern Conference TeamsTankare o non tankare, questo è il dilemma…

Tankare o non tankare, questo è il dilemma…

di Giacomo Manini
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Adam Silver, il commissioner della NBA, non è un ‘fan‘ della strategia del tanking dei Philadelphia 76ers, a quanto ha riportato dal sito fivethirtyeight.com,. Allora analizziamo questa scelta della franchigia.

Tante tantissime cose ci sono da dire sul tanking, intanto cos’è ? I

Quindi sbagliano i 76ers a tankare ? E’ più complicata la risposta rispetto a un sì o un no, diciamo che: gli sport americani non prevedono la retrocessione, anzi c’è una sorta di ‘premio’ ovvero una buona pick al draft successivo, per chi arriva nelle ultime posizioni della classifica, in modo tentare di equilibrare i valori dei vari roster. Quindi delle squadre che non riescono a ottenere risultati importanti per qualche anno, scelgono di azzerare tutto e ripartire con un progetto che li vedrà protagonisti dopo qualche anno. Le scelte di Nerlens Noel (arrivato da uno scambio con i New Orleans Pelicans),  Joel Embiid e Jahlil Okafor sono il frutto di questo piano.

Il tanking per mostrare dei risultati deve durare un po’ di anni, almeno 5-6, sennò risulta inutile, ma Silver non vuole che i 76ers continuino a farlo in questa maniera, perciò il progetto potrebbe essere più o meno bloccato a metà. Non sarà tutto buttato alle ortiche, perchè anche al prossimo draft avranno, nuovamente, la possibilità di prendere uno dei migliori prospetti del college basketball, tra i vari Ben Simmons (probabile prima scelta), Brandon Ingram, Kris Dunn eccetera. C’è solo l’imbarazzo della scelta.  Se in più riuscissero a firmare un top free agent, sfruttando lo spazio salariale libero, nel roster si troverebbero alcuni giocatori di qualità che dovrebbero far uscire dalla palude, cestistica, Philadelphia. Questo almeno in teoria.

Neil Peine, giornalista di fivethirtyeight.com, ha intervistato Adam Silver, il quale a una domanda sul tanking dei Sixers ha risposto dicendo: “Sono un fan di questa strategia? Mettiamola così, no. Questo non vuol dire che non sia legittima. I 76ers stanno resettando tutto. Pertanto ci tengo a smentire le voci di un mio intervento riguardo al ‘caso’ Jerry Colangelo e in merito al fatto che molti rumors dicono che gli altri proprietari delle franchigie, sono venuti a lamentarsi, non è affatto vero. “

Per gli appassionati è indubbiamente triste vedere una squadra così perdente, perchè va bene il tanking, ma 1-28 è esagerato. Ovviamente sono delle scelte societarie anche dal punto di vista economico: fortunatamente con il limite minimo di spesa del salary cap, la NBA limita i danni, ma una delle cose belle dello sport è l’imponderabilità di certi fattori. Banalmente, anche il tiro più corretto sotto il punto di vista della scelta, con metri e metri di spazio, può anche non entrare; così come, le scelte più alte del draft non sempre si rivelano le migliori, basti vedere i vari Michael Olowokandi, Greg Oden, Michael Beasley, Darko Milicic, Anthony Bennett e così tantissimi altri. L’attuale MVP Stephen Curry, è stato scelto con la numero 7, dai Golden State Warriors, che l’anno prima del suo arrivo, avevano chiuso la stagione con un record di 29-53 che non è tankare.   Certo, il discorso è valido anche al contrario perchè LeBron James, Derrick Rose, Blake Griffin, Anthony Davis, solo per citare alcune delle ultime prime scelte, si sono poi rivelate delle superstar, ma un giocatore quando arriva in NBA non è fatto e finito; il lavoro in palestra, il lavoro tattico, la determinazione, l’abilità del coach e moltissimi altri fattori concorrono per plasmare un qualsiasi top player.

Per concludere, tankare è un metodo permesso, quindi non si può vietare, ma c’è modo e modo per farlo o per limitarlo, perchè bisogna sempre ricordarsi che lo sport deve creare anche spettacolo e se questo aspetto viene a mancare, è come se il gioco si rompesse e le conseguenze non sempre sono preventivabili.

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