Home NBA, National Basketball AssociationI love Florida, Orlando: incubi difensivi che ritornano

I love Florida, Orlando: incubi difensivi che ritornano

di Alberto Vairo

Gli Orlando Magic hanno perso cinque delle ultime sei partite disputate. Ok, si sapeva che il calendario da inizio gennaio in poi sarebbe stato più complicato rispetto ai primi due mesi di regular season, ma le sconfitte rimangono comunque. E non tanto per le partite perse, che ci stanno, ma per il modo con cui sono arrivate le sconfitte. La squadra sembra aver perso piglio, e soprattutto gioca con poca energia. I presagi di questa serie negativa erano già comparsi nelle due partite vinte a fine dicembre contro i New Orleans Pelicans ed i Brooklyn Nets. Squadre non proprio esaltanti che però hanno messo in difficoltà i Magic grazie alla maggior voglia dimostrata in campo. Poi, vuoi per il livello degli avversari o vuoi per il fattore campo, Orlando è riuscita a rimettere sulla retta via le gare e portare a casa due W. Ma contro avversari più attrezzati la storia è cambiata. Una doppia sconfitta contro i Washington Wizards (di cui una proprio l’altra notte) ha portato la serie a 12 consecutive contro la squadra della capitale. Orlando non riesce a trovare soluzioni contro John Wall e compagni, nonostante la lunga lista infortunati dei Wizards. Poche idee in attacco e continui problemi a difendere sul pick and roll centrale con Wall che ha fatto ciò che ha voluto. Sì, perchè i problemi difensivi degli Orlando Magic iniziano proprio dalla difficoltà sui pick and rolls avversari. Ad inizio stagione, Orlando, aveva messo in mostra una delle migliori difese della NBA finendo nella top 10 per efficienza difensiva, ma ad oggi si trovano soltanto al tredicesimo posto con 101,5 punti subiti su 100 possessi e al dodicesimo per percentuale concessa (44%). Le squadre con guardie atletiche incontrano ben pochi ostacoli nel penetrare la difesa dei Magic e possono così facilmente prendersi semplici tiri al ferro oppure trovare compagni liberi sul perimetro. Nelle prime due partite della stagione sia i Wizards che gli Oklahoma City Thunder si sono trovate in questa situazione ma le rotazioni con tempi più corretti hanno permesso a Orlando di giocarsi le gare fino alla fine rischiando anche di vincerle. Recentemente non gli riesce più e tutte le squadre giocano pick and roll alto per metterli in difficoltà. In questa stagione contro i pick and rolls, Orlando, concede ben 1,03 punti al “rollante” (ventiduesimi nella Lega) e 0,77 punti al portatore di palla. Nelle ultime due settimane i Miami Heat, i Wizards ed i Detroit Pistons hanno letteralmente fatto a fette la difesa Magic. Nello specifico, Miami, con Goran Dragic e Dwyane Wade, ha attaccato con continuità la difesa dei Magic con dei pick and rolls mettendo assieme ben 46 punti con 16 su 28 al tiro e un ultimo quarto da 39 punti segnati che gli ha permesso di portare a casa la vittoria. John Wall, in tutte le partite ha fatto lo stesso. Le guardie di Orlando non riescono a passare abbastanza veloce sul bloccante avversario, e così facendo il lungo deve arrivare in aiuto ma, Nikola Vucevic in particolar modo, non è abbastanza svelto a contenere la penetrazione. Lo stesso Vucevic, quest’anno, in difesa sui pick and rolls concede 1 punto per possesso.  E’ ovvio che non è solo colpa del singolo, ma bensì una responsabilità del collettivo. Il secondo lungo o le ali dovrebbero arrivare in rotazione ma, o non arrivano in tempo oppure il timing è corretto ma è sbagliata la rotazione successiva sull’uomo sul perimetro. Il risultato è un grosso problema che non ha ancora trovato soluzione. Una soluzione potenziale sarebbe quella di utilizzare una coppia di lunghi un po’ più mobili come ad esempio Dewayne Dedmon e Aaron Gordon. Dedmon ha piedi molto più svelti di Vucevic e braccia molto lunghe che possono oscurare eventuali ribaltamenti di lato. In più è ventisettesimo nella Lega tra i centri per real plus minus, quella statistica che misura il reale impatto di un giocatore tra le efficienze offensive e difensive quando è sul campo. E’ altrettanto vero che una coppia del genere ti toglie poi qualcosa in attacco, dove i Magic non è che brillino proprio di luce propria. 

Orlando sta incontrando numerosi problemi offensivi rispetto ad un mese fa. La palla non sempre si muove con il giusto timing e i giocatori non hanno il giusto spacing sul campo. Troppo tempo perso per iniziare l’azione con Victor Oladipo o Evan Fournier che stanno anche 10-12 secondi a palleggiare cercando un primo passaggio utile. Pochi passaggi attivi e molti passaggi passivi fanno si che l’attacco sia statico e prevedibile. Quando i Magic riescono a trovare il giusto ritmo offensivo, riescono anche a trovare il canestro con continuità, come è accaduto nella prima metà del primo quarto contro i Nets (nell’unica partita vinta delle ultime sei uscite). 26 a 13 il parziale a favore di Orlando, con tiri non contestati ottenuti da ottima circolazione di palla che sono finiti in fondo alla retina. Poi inspiegabilmente qualcosa si è rotto, sono cominciati gli isolamenti che non hanno portato a nulla se non a tiri forzati o palle perse che si sono trasformati in punti in contropiede degli avversari. È successo contro Brooklyn, permettendogli di rientrare in partita e giocarla punto a punto fino alla fine. E’ successo sempre contro i Cleveland Cavs ed i Wizards, compromettendo fin da subito l’esito della gara. Ed è successo anche contro gli Indiana Pacers, che ha portato a quattro la serie di partite perse consecutivamente.

Insomma, i problemi sono molteplici. Non so quanti di questi dipendano dall’assenza in regia di Elfrid Payton, fuori per infortunio alla caviglia, quanto dal calendario che si è senza ombra di dubbio alzato di livello, o quanto da fattori che onestamente non conosco. Sta di fatto che i problemi, soprattutto difensivi, vanno risolti al più presto o il sogno playoff svanirà in poco tempo.

Alberto Vairo (@albicoach)

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