La prima metà (o quasi) di Regular Season 2015-16 dei Golden State Warriors è così lontana da tutto ciò che finora il genere umano ha conosciuto che, ahimè, in assenza di parole in grado di esprimerla, bisogna ricorrere ai numeri: 36 vittorie – 2 sconfitte. Significa una partita persa ogni 18 vinte che, esteso alle 82 partite della stagione regolare, diventa un perentorio 78-4 il quale, come detto precedentemente, non ha nulla a che vedere con noi comuni mortali. Ieri sera l’Oracle Arena ha visto i propri beniamini superare 111-103 i Miami Heat in una gara che ha riservato più difficoltà del previsto, soprattutto tenendo conto che gli ospiti erano privi del loro centro titolare, Hassan Whiteside.
Solido e solito Green, Curry 30 e lode – Nonostante le percentuali rivedibili (40.7% dal campo e 36.4% da dietro l’arco), Stephen Curry porta a casa l’ennesima partita con oltre 30 punti messi a referto (saranno 31 alla fine): la cosa che più ci spaventa, però, è che l’MVP della scorsa Regular Season, e se continua così farà il bis, viaggia ad una media di 29.5 punti di media da quando è iniziata la stagione. Come se non bastasse, Draymond Green e Klay Thompson ci ricordano che il numero 30 non gioca da solo, anzi: l’altro Splash Brother ne infila 17 (2/4 da 3 punti) ed aggiunge anche 7 rimbalzi mentre il leader carismatico degli Warriors arriva 12 volte per primo al rimbalzo, serve 6 passaggi vincenti e, per non farci mancare nulla, ne infila 22. Se ciò non vi spaventa, possiamo aggiungere al pacchetto un Harrison Barnes ormai pronto a riprendersi il posto nel quintetto di partenza.
Wade e Bosh in doppia-doppia ma quanti errori! – I Miami Heat, privi di Whiteside, si presentano con il quintetto “piccolo” che prevede l’uso di Bosh come centro e quello del rookie Winslow schierato ala grande. Il centro occasionale tira fuori una prova da 15 punti e 12 rimbalzi condita amaramente da 4 palloni persi ed un 6/15 dal campo. L’Oracle Arena non sorride neanche a Dwayne Wade: 20 centri, 11 assist e 7 rimbalzi per la guardia tiratrice che, però, chiude con un oscena percentuale del 30.0%. Da segnalare, invece, la buonissima prestazione di Tyler Johnson che manda a canestro 6 volte su 7 il pallone, chiudendo con 13 punti, 5 passaggi vincenti e 3 rimbalzi.
Fonte foto: nba.com

