Home NBA, National Basketball AssociationNBA News76ers, Ish Smith: “A Philadelphia mi sento a casa”

76ers, Ish Smith: “A Philadelphia mi sento a casa”

di Morgan Sala

‘Journeyman’, così gli americani definiscono quei giocatori che cambiano, non per propria volontà, continuamente squadra.
Ish Smith è sicuramente uno di questi giocatori: in soli 5 anni passa per gli Houston Rockets(squadra che lo portò tra i professionisti nonostante fu undrafted nel 2010), Memphis Grizzlies, Golden State Warriors, Orlando Magic, Milwaukee Bucks, Phoenix Suns, Oklahoma City Thunder, Philadelphia 76ers, Washington Wizards e New Orleans Pelicans.

7276743_ish-smith-to-76ers-latest-trade-details_d0941cc1_mAi blocchi di partenza della stagione ’15-’16 lo vediamo con la maglia dei Wizards, ma dopo solamente 5 partite di preseason viene tagliato;  ne approfittano i Pelicans che gli offrono un contratto per la stagione poco sopra al milione di dollari.
Inizia la sua avventura in Louisiana con il botto: 17 punti e 9 assists uscendo dalla panchina contro i campioni in carica, anche nelle successive partite continua a giocare sullo stesso livello ritoccando addirittura per ben tre volte il suo career-high di assists portandolo a 13.
Ma tutto questo non basta per salvarlo da quella che ormai è diventata una maledizione: il 24 dicembre viene tradato ai 76ers in cambio di due second round pick.
Ish Smith si ritrova nuovamente a far parte di quella franchigia che solo qualche mese prima, al termine della scorsa regular season, decise di non ri-firmarlo nonostante le buone prestazioni messe in mostra.
Non fa di questo una scusa o un motivo per chiedere di essere rilasciato, ma bensì lo trasforma in motivazione: dal suo ritorno nella città dell’amore fraterno Smith sta viaggiando a 15.9 punti, 8.1 assists, 3.4 rimbazi e 1.3 steals di media ritoccando nuovamente il career high di assists a 16 e di punti a 28.
Anche la squadra ha risentito positivamente dell’arrivo del prodotto di Wake Forest e il record lo conferma: 1/31 senza Smith (3.2%), 6-17 con Smith (35.2%).
Possiamo dirlo: c’è un nuovo giocatore in corsa per il premio di Most Improved Player.

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