Home NBA, National Basketball AssociationEsclusiveESCLUSIVA – David Pick: “I Warriors possono rivincere il titolo. Durant? Non rifirmerà con OKC. E Kobe Bryant…”

ESCLUSIVA – David Pick: “I Warriors possono rivincere il titolo. Durant? Non rifirmerà con OKC. E Kobe Bryant…”

di Olivio Daniele Maggio
  • Dai Golden State Warriors di Stephen Curry e Draymond Green, che stanno letteralmente dominando la scena, fino ai ‘nuovi’ Cleveland Cavaliers targati Tyronn Lue, passando per gli immancabili rumors sul futuro di Kevin Durant, grande protagonista della free agency 2016. Il reporter David Pick, esperto di basket internazionale ed NBA, ha voluto dire la sua sui temi caldi che stanno tenendo banco oltreoceano in un’intervista esclusiva rilasciata a ‘NBAPassion’. Il collaboratore, tra gli altri, di Bleacher Report e Basketball Insiders, si è esposto anche sul rendimento offerto in questa stagione dagli azzurri Marco Belinelli, Danilo Gallinari e Andrea Bargnani, commentando inoltre il ritiro prossimo di Kobe Bryant. E non solo.
David Pick.

David Pick.

I Golden State Warriors stanno continuando a dominare la NBA, con Stephen Curry ancora grande protagonista. E’ ufficialmente partita la loro dinastia dopo la vittoria del titolo dello scorso anno? Quante possibilità hanno di compiere il repeat? Quanto è importante per l’economia della squadra Draymond Green, ormai sempre più in ascesa?

“Credo che l’unica squadra in grado di battere i Warriors siano gli stessi Warriors. Hanno tutte le carte in regola indietro per rivincere l’anello, e io non vedo nessuno in grado di rubarlo a Steph Curry.
Ho un aneddoto particolare riguardo a Curry. Già, nel 2010, dopo le finali di campionato del mondo a Istanbul, quando Team USA ha battuto la Turchia, ho chiesto a Stephen Curry come ci si sente ad essere chiamato ‘The B Team’. Lui rise e disse che la ‘B’ per Beat (battere, ndr), e che “noi li abbiamo battuti tutti”. Credo che Steph è ancora alle prese con questa missione.
Draymond Green è veramente fondamentale per il successo di Golden State. In un mondo normale, in questo momento avrebbe dovuto giocare in Israele o in Italia, o un qualsiasi altro campionato in Europa. Trascurato e scelto con la chiamata numero 35 del Draft 2012, si è trasformato in una grande minaccia al tiro, dotato di un ottimo intuito (per il gioco) e ottima intelligenza cestistica. Ci vuole una squadra per vincere titoli, non i singoli, e penso che questo concetto l’abbiamo visto quando contro i Philadelphia Sixers Steph Curry – l’MVP-  ha passato il pallone a Green, che ha a sua volta ha rinunciato al tiro passandolo a Harrison Barnes, autore del tiro decisivo. I Warriors hanno interpretato e perfezionato la circolazione di palla tipica dei San Antonio Spurs. A proposito dei texani: a Ovest possono dare fastidio ai campioni in carica, ma devono dosare bene le forze perchè hanno una squadra più vecchia e la condizione fisica è fondamentale ai playoff”.

Luke Walton secondo lei è pronto a guidare una squadra nelle vesti di head coach? In quale franchigia lo vedreste meglio?

“Sicuramente. Lo vedrei bene alla guida di Phoenix Suns o Minnesota Timberwolves: ha una mentalità da grande, è cresciuto coi migliori e ha dimostrato di saper gestire bene la situazione e lo spogliatoio di un top team. Comunque doveva essere convocato per l’All Star Game, ciò è imbarazzante”.

I Cleveland Cavaliers hanno fatto una mossa giusta licenziando David Blatt? Quanto è stato importante il rapporto dell’head coach con LeBron James in questa vicenda? Tyronn Lue è l’uomo giusto per risollevare la causa?

“Credo che Cleveland abbia fatto la mossa giusta per fare felice LeBron. Dal punto di vista tecnico e dato l’andamento della squadra è sembrata una mossa pazza e irrazionale ma il rapporto e la coesistenza tra Blatt e James avevano il destino segnato. Penso che Lue sia l’uomo giusto per quest’incarico al momento, perché è all’interno della squadra abbastanza a lungo da sapere quali cambiamenti sono necessari e sa soprattutto come gestire lo spogliatoio. Il suo record per ora parla da sé. Inoltre, Blatt ha racimolato uno 0-3 contro Spurs e Warriors. Lue è 1-0 contro gli Spurs”.

Lei è convinto del progetto di ricostruzione dei Philadelphia Sixers? Ha fatto bene la NBA a supervisionare la franchigia? Sam Hinkie è un genio o le sue mosse sono discutibili?

“No,  non sono affatto convinto della squadra attuale che i Sixers hanno messo in pedi. Dario Saric non cambierà la situazione. I Sixers hanno bisogno di apportare maggiori modifiche  per raggiungere il successo”.

Kristaps Porzingis ha zittito gli scettici con delle prestazioni degne di nota con la casacca dei New York Knicks. Ha la possibilità di vincere il Rookie of the Year? In futuro può realmente diventare una delle stelle della lega?

“Porzingis vincerà il Rookie of the Year Award al 1000%, non è nemmeno in discussione. Mi sento così stupido perché andando indietro nel tempo l’ho definito un bust perchè non pensavo che potesse diventare quello che è, ossia una superstar NBA. Lui ha un arsenale tecnico invidiabile e completo guardando il tiro, la capacità di passaggio, e l’IQ. Credo in lui adesso, io sono come quel giovanissimo bambino dei Knicks che piangeva quando è stato scelto ma che ora è salito puntualmente sul carro”.

 Domanda secca su Kevin Durant: secondo lei rifirmerà con gli Oklahoma City Thunder o cambierà squadra nella prossima estate? Con chi può firmare se decide di andare altrove?

“No. Kevin Durant non rifirmerà con OKC. Ci saranno un sacco di porte aperte per lui: potrà scegliere di tornare a casa dai Washington Wizards, o approdare ai Los Angeles Lakers. Senza contare i rumors recenti sull’interesse dei Warriors”.

Quali prospetti europei hanno le carte in regola per approdare in NBA?

“Ovviamente Dragan Bender, ma anche Ante Toni Zizic, centro croato del Cibona”.

Come commenta la stagione di Danilo Gallinari, Marco Belinelli e Andrea Bargnani?

“Gallinari è un giocatore fantastico per i Denver Nuggets:  ha il controllo totale della squadra, e mi piace il modo in cui lui è diventato il leader di questa squadra. Ancora, però, non ha tutti i numeri tipici di una stella e non è mai  stato menzionato allo stesso modo degli altri giocatori di rilievo. Mi sento di dire che dovrebbe essere lì in questo momento, è sottovalutato. Belinelli chiaramente io lo amo perché gioca con Omri Casspi a Sacramento: ha più controllo e un ruolo maggiore rispetto a quando si trovava a San Antonio, e la sua esperienza dovrebbe aiutare i Kings in caso di raggiungimento dei playoff. Credo che Bargnani invece abbia perso il rispetto di un sacco di GM di tutto il campionato, e lui è calato un po’ di più . E ‘meglio per lui tornare in Europa e lottare per l’Eurolega”.

Olimpiadi 2016: Team USA è imbattibile o ci potrebbe essere qualche sorpresa?

“Gli USA saranno imbattibili, non possono proprio perdere l’oro. Sorprese? Non credo che il Canada ad esempio possa in caso vincere una medaglia, perchè il basket internazionale è diverso e duro, e la squadra pecca d’esperienza”.

Kobe Bryant si ritirerà a fine stagione: cosa ha significato la stella dei Los Angeles Lakers per la NBA?

“TUTTO. Kobe. Il Black Mamba. Sono cresciuto gridando il suo nome nei campi da gioco, quando avevo la palla in mano. Lui è il miglior giocatore della nostra generazione ed è il più grande di sempre insieme a Michael Jordan. I vari tributi che gli stanno rendendo omaggio nelle diverse arene, soprattutto a Utah, Boston, Sacramento e San Antonio, dove risiedono i suoi più grandi rivali, evidenzia quanto sia grande e quanto lui abbia significato per la NBA”.

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