Joel Embiid: hard work, determination

di Marco Damiani
Embiid
TARRYTOWN, NY - AUGUST 03: Joel Embiid #11 of the Philadelphia 76ers poses for a portrait during the 2014 NBA rookie photo shoot at MSG Training Center on August 3, 2014 in Tarrytown, New York. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Nick Laham/Getty Images)

(Photo by Nick Laham/Getty Images)

Joel Hans Embiid, classe ‘94, centro di 2.13, è “the next big thing” proveniente dall’Africa, precisamente da Yaoundé, Camerun. Uno di quei talenti che di rado si vede in giro, uno di quei fisici strutturati e disegnati per lo sport, tanto da essere paventata anche la carriera da pallavolista professionista, ma all’età di 15 anni inizia questa liaison col mondo della pallacanestro ed inizia ad allenarsi ed a crescere, tanto che viene notato ad un camp NBA in Africa dal giocatore, anch’esso camerunense, Luc Mbah a Moute, che lo porta con sé in America per essere allenato nel miglior modo possibile. Il talento camerunense cresce anche tecnicamente e arriva la chiamata dall’University of Kansas, per la quale gioca un anno, catalizzando su di sé attenzioni da pressochè tutte le franchige NBA.

Viene scelto al Draft 2014 con la terza scelta assoluta dai Philadelphia 76ers ma ad oggi non ha giocato una singola partita nella massima lega americana a causa della rottura dell’osso navicolare del piede destro. Da allora un’infinità di rumors riguardo suo ritorno in campo, ogni tanto vengono pubblicati video amatoriali di sue sessioni di tiro, dove si scorge l’enorme potenziale di Embiid, ma, dopo aver saltato la stagione 2014-2015 e la stagione in corso, lo staff dei Sixers fa sapere che il piano è quello di fargli saltare la prossima Summer League e di iniziare ad Ottobre nella pre-season. Pare ci sia stato un significativo miglioramento del camerunense, soprattutto dopo essere tornato da un viaggio negli emirati arabi. Infatti Brett Brown, allenatore dei Sixers, si è detto impressionato dal centro Aspetar, un ospedale atto alla riabilitazione e alla medicina dello sport, a Doha, capitale del Qatar, tanto che è molto probabile che Embiid possa tornare lì insieme ad altri giocatori dei Sixers.

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Joel Embiid

È estremamente riservato” dice Brown, riguardo il centro Aspetar. “È estremamente isolato. Ciò gli permette di non essere distratto da nulla. È una comunità di atleti che condividono idee, condividono storie. È in un incredibile ambiente professionale che lo aiuta molto.” Queste le parole di coach Brown che sottolinea quanto abbia giovato la riabilitazione in Qatar rispetto a quella fatta negli Stati Uniti.

Dopo queste dichiarazioni si spera di rivedere presto il camerunese, quello che molti, prima dell’infortunio, accostavano per stazza e stile di gioco ad un altro giocatore africano: Hakeem “The Dream” Olajuwon.

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