Scottie Pippen sicuramente non ha bisogno di presentazioni ne’ tanto meno di mettersi in mostra eppure, negli ultimi giorni, si è parlato tantissimo delle sue frasi, rilasciate a Espn: in questa intervista, Pippen ha dichiarato che i Bulls del 1995-1996, in una serie playoff, avrebbero fatto il cosiddetto “sweep” ( vittoria della serie 4-0) contro i Warriors attuali.

Jordan Pippen Phil Jackson
Scottie ha poi analizzato la sfida e le marcature, dicendo che lui avrebbe tenuto Steph Curry sotto i 20 punti e che Michael Jordan si sarebbe potuto tranquillamente occupare dell’altro Splash Brother, Klay Thompson con Rodman a distruggere Draymond Green.
Pippen è solo l’ultimo, in ordine cronologico, tra i grandi ex della lega a spendere parole non bellissime sui Warriors (vedi Charles Barkley) i quali però, a parte il recente “intoppo” con i Celtics, viaggiano spediti alla caccia a quel tanto famoso record di 72-10 dei Chicago Bulls 1995/96.
Cosa porta i grandi giocatori del passato a coalizzarsi nel mettere in cattiva luce la squadra della Baia? Invidia? (Improbabile nel caso di Pippen). Il fatto che non si ritrovino nel gioco prodotto dai ragazzi di coach Steve Kerr ? Difficile da dire. Quel che è certo è che una sfida generazionale non la avremo mai ( 2k a parte ) e, forse, il solo fatto che si “scomodino” ad intervenire sulla questione Warriors/Curry leggende NBA significa che stiamo vivendo un momento storico, sicuramente di passaggio verso una pallacanestro diversa ( migliore o peggiore dipende dai gusti) e che quindi, alla fine “We are alla witness”

