Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksMavericks su Howard in estate? Parsons pronto a dare una mano ai suoi
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Sull’allettante tavolo della prossima free agency tra gli altri nomi ci sarà anche quello di Dwight Howard. Il centro con molta probabilità non eserciterà la player option presente nel contratto con gli Houston Rockets, provando così a strappare un accordo economicamente sostanzioso. Rumors lo vogliono protagonista di una corsa che vedrebbe diverse pretendenti pronte a presentargli le proprie proposte: tuttavia, il nativo di Atlanta potrebbe rimanere in Texas, spostandosi a qualche chilometro da Houston.

Chandler Parsons e Dwight Howard con la casacca degli Houston Rockets.

Chandler Parsons e Dwight Howard con la casacca degli Houston Rockets.

I Dallas Mavericks infatti potrebbero valutare il suo ingaggio. Dopo la controversia riguardante la mancata firma di DeAndre Jordan (che si è rimangiato la parola data) nella scorsa estate, la franchigia di Mark Cuban ha ripiegato su Zaza Pachulia, un onesto mestierante affidabile ma non quel giocatore che ci si aspettava di mettere accanto a Dirk Nowitzki. E ad aiutare il front office potrebbe essere Chandler Parsons che, a ‘ESPN’, ha rivelato il rapporto d’amicizia sempre vivo con lo stesso Howard: “Ci inviamo molti messaggi ancora oggi. E ‘ uno dei miei più cari amici. Ho sempre espresso il fatto che possa essere ancora uno dei giocatori dominanti in questo lega. Credo che abbia ancora molta benzina nel serbatoio. Spesso viene criticato molto per qualsiasi motivo, ma io continuo a pensare che lui è ancora uno dei migliori big man in circolazione. Non è vecchio, ha ancora tanto da dare”.

Parole sincere di stima che potrebbero aprire la vicenda a diversi scenari. Anche Parsons potrebbe usufruire si una player option con i Mavs (dal valore di circa 16 milioni di dollari) e, se dovesse scegliere in un modo o nell’altro di rimanere alla corte di Rick Carlisle, potrebbe tentare di convincere l’ex compagno di squadra a raggiungerlo. Howard non è sicuramente esplosivo come un tempo (complici guai fisici e problemi di carattere) ma rimane pur sempre un elemento che, se messo in condizione, può garantire un buon rendimento. Da non sottovalutare il fatto che coach Carlisle sia un mago a rivitalizzare e ad esaltare giocatori spesso etichettati come finiti o bolliti: che Dallas possa essere per il classe 1985 una giusta soluzione per rilanciarsi?

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