Tutti la aspettano, e francamente sarà difficile che non si scontrino per una serie che farebbe impallidire anche Star Wars. Golden State Warriors vs San Antonio Spurs sarebbe una finale di Western Conference celestiale, e numericamente sarebbe qualcosa di mai visto prima, come analizzeremo in quest’articolo.
Sulla strada di Kerr e Popovich comunque ci saranno Chris Paul e i Clippers che cercheranno di staccarsi l’eterna nomea di perdenti; ci proveranno Kevin Durant e Russell Westbrook, reduci da un’ottima regular season a livello individuale e consapevoli che potrebbe essere l’ultimo assalto alla diligenza, non dovesse scattare qualcosa di speciale in quel di Oklahoma City. Ma anche Damian Lillard, dato per spacciato insieme a tutta Portland e invece, zittendo chiunque come nel suo stile, già iscritto alla postseason con una stagione da MVP e un gruppo di giovani affamati e intelligenti a coprirgli le spalle; prenderanno parte al grande ballo Zach Randolph e i suoi Memphis Grizzlies, franchigia con degli ego difficilmente raggiungibili come Lance Stephenson. A chiudere il cerchio ci sarà l’intramontabile Dirk Nowitzki con tutta Dallas in quelle mani da pianista e, presumibilmente, gli incomprensibili Houston Rockets targati Harden & Howard.
Per chi si fida delle statistiche avanzate, ESPN ha usato tutti gli strumenti a sua disposizione per elaborare una percentuale che recita 51% Spurs e 49% Warriors.
In questo caso è stato utilizzato il Basketball Power Index, che tiene conto dell’efficienza partita per partita, della difficoltà del calendario, del ritmo di gioco, delle trasferte e delle aspettative di inizio anno.
Ritmo e scarto medio sono alla base della previsione: lo scarto medio più alto in stagione ce l’hanno sull’Alamo, ma quando si toccano o superano i 100 possessi i Warriors sembrano irraggiungibili. Per arrivare alla fatidica quota 100 devi tirare tanto e andare in transizione, se gli Spurs riusciranno frenare la velocità forsennata dei ragazzi di Kerr avranno delle possibilità in più, dato che sotto ai 100 hanno risultati nettamente migliori.
Quanto ai quintetti da utilizzare, i numeri non lascerebbero dubbi: lo ‘small ball’ di Kerr è la miglior soluzione. Con Green e Iguodala da lunghi, i Warriors sono a +48.8; ma la notizia è che i tre quintetti più efficaci della Lega sono tutti di casa all’Oracle, infatti solo inserendo l’MVP delle Finals al quintetto base si va a +32.2, e le cose non cambiano molto con Ezeli al posto di Bogut (+26.5).
Altri quintetti distruttivi sono quelli base di Cleveland, OKC e Boston, mentre i Clippers e Toronto migliorano vistosamente con le aggiunte di Crawford e Patterson. E per San Antonio? Ovviamente, il miglior quintetto offensivo è quello di cui ha le chiavi Manu Ginobili.
Per chiudere, ESPN fa notare come abbia vinto più spesso il miglior attacco rispetto alla miglior difesa. Non sempre una di queste due statistiche ha portato a sollevare il Larry ‘O Brien, ma quando è stato così l’attacco è risultato decisivo 7 volte contro le 3 della difesa.
Ora che avete sistemato la parte tecnica, preparatevi emotivamente per quello che potrebbe essere lo scontro più spettacolare mai visto su un parquet.

