coach blackboards number 1: Cavs e Spurs

The Coach Blackboard, la lavagna tattica di ogni allenatore: vi spiegheremo in questa nuova rubrica alcune situazioni chiave delle sfide NBA. Visto il periodo ci occuperemo dei Playoffs con due sfide che su tutte sono in totale controllo per Cleveland Cavaliers e per San Antonio Spurs, due delle tre grandi favorite al titolo finale, a cui mancano i Warriors, caduti a Houston senza Steph Curry.

Cleveland Cavaliers vs Detroit Pistons (3-0)

Quando si parla del Re, l’argomento tecnico relativo per gli avversari è sempre lo stesso: come contenerlo?
Detroit si è dimostrata forse più solida del previsto in questa serie, ma sinora non aver risolto il dilemma ha portato 3 sconfitte e una quasi totale chiusura. I Pistoni non hanno un difensore che possa continuativamente tenere Lebron 1 vs 1: ci ha provato Morris, ci ha provato il rookie Johnson, ma un lavoro individuale non è possibile. Il sistema di aiuti avrebbe anche un possente rim protector in Drummond; tuttavia, i Cavs sono spesso passati ad un quintetto piccolo, con Love da 5 che ha potuto godere di ampi spazi per martellare col tiro da fuori e far male a Detroit con Drummond in aiuto su James. Di contro, la difficoltà eventuale nel contenere Andre è stata compensata con un fallo sistematico particolarmente efficiente contro un tiratore di liberi dalla pessima percentuale del 35% in stagione dalla lunetta. 

coach blackboards number 1: Cavs e Spurs

The Coach blackboards number 1: Cavs e Spurs

San Antonio Spurs vs Memphis Grizzlies (3-0)

Troppo contro troppo poco. Facilmente sintetizzabile in questo modo la serie con i lanciatissimi speroni contro una incerottata Memphis. Innanzitutto la lunghezza del roster: non poter disporre di Gasol e Conley ha ridotto i Grizzlies ad affidarsi come go to guy al solo Zach Randolph e a sperare di pescare qualche jolly dal mazzo non eccelso dei limitati offensivamente Barnes, Allen e l’enigmatico Lance Stephenson. Gli Spurs, dal canto loro, consci della situazione, hanno tarpato le ali a Z-Bo, tenendolo in difesa con Aldridge e sfidandolo a loro volta in fase difensiva, facendo pesare la staticità tipica del mancino e costringendo in gara 3 a sfoderare un quintetto piccolo con Randolph da centro per poterlo preservare. Tuttavia, il 4 tattico per fronteggiare questa situazione è Kawhi Leonard, uno dei migliori 5 giocatori in attività. Se invece si volesse andare a trovare situazioni alternative, la panchina dei nero argento è semplicemente strabordante di talento: a turno i vari Mills, Ginobili, Diaw, West hanno assicurato almeno un solido scorer dalla panchina (quello che a tratti cercava Memphis) nonché impieghi limitati per i presunti titolari per l’intera serie, spesso sotto i 30 minuti.

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