Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppDraymond Green: da eroe a trash talker?

Draymond Green: da eroe a trash talker?

di Federico Paschetta

Sono passati poco più di due mesi da quando finì la regular season NBA e i Golden State Warriors si aggiudicarono il record ogni epoca di 73 vittorie e 9 sconfitte. Un eroe di quell’incredibile cavalcata è stato, senza alcun dubbio, Draymond Green, leader emotivo della squadra della Baia. Sicuramente era uno tra i preferiti dai fan della squadra, ma oggi ci troviamo con una situazione radicalmente cambiata.

Si dice: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” e forse tutti noi non avevamo ancora visto giocare realmente Green. Infatti nel giro di pochi mesi ha perso molti suoi fan per il suo atteggiamento certamente non pacifico. Durante i Playoffs è uscito sicuramente il Draymond che in pochi conoscevano: infatti nelle quattro serie giocate gli sono stati fischiati tre flagrant fouls, tutti alquanto violenti.

Il primo è stato fischiato il 21 aprile, in gara-3 della serie contro Houston. Nell’ultimo possesso, sotto di un punto, su una rimessa avversaria, il numero 23 di Golden State ‘abbracciò’ l’ala dei Rockets Michael Beasley. Quest’ultimo non ottenne alcun fallo durante la partita ma, in seguito, la Lega assegnò un flagrant foul di tipo 1 a Green.

Il secondo invece, il più grave, è stato commesso dal 23 ai danni di Robert Adams, centro di Oklahoma City, il 22 maggio, in gara-3 della Finale di conference. In quell’occasione Draymond Green tirò un calcio nelle parti

basse del neozelandese; al ‘warrior’ fu assegnato un flagrant di tipo 1, diventato di tipo 2 dopo l’analisi dell’NBA.

https://www.youtube.com/watch?v=hyKYiC7lHvY

L’ultimo è sicuramente il più doloroso per Golden State, che ha dovuto fare a meno dell’ala grande per gara-5, poi persa. Lo scorso 10 giugno Draymond Green colpì LeBron James dopo un contatto di gioco ai limiti del legale. Come risultato il numero 23 ottenne solamente una rissa in campo e un putiferio mediatico. Invece, come giusta punizione, ‘il Re’ non ottenne nulla sul campo, ma, a luci spente, l’NBA condannò il suo rivale ad un flagrant di tipo 1, con conseguente squalifica per la gara successiva.

Certamente quando i ritmi sono più alti è più facile perdere la testa e incappare in scontri poco consoni alla filosofia che questo sport vuole rispettare, ma Green non è nuovo a scontri proibiti, come testimoniano i colpi dati a James quando era ancora agli Heat o la gomitata a Blake Griffin nella partita natalizia del 2013. Draymond è certamente un gran difensore, che fa del trash talking e del gioco sporco il pane quotidiano, ma così facendo sta sicuramente complicando la vita alla sua squadra, costretta a dover disputare una delicatissima gara-6 a Cleveland. Basta Draymond!

 

 

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