Con l’inizio, abbastanza “frizzante”, di questa free agency, diamo un occhio ad ogni franchigia, cercando di capire quali sono gli obiettivi a breve e a lungo termine, dove migliorare e che strada si sta percorrendo.

In questa puntata ci concentriamo su una delle squadre più affascinanti degli anni ’90: gli Utah Jazz. La franchigia di coach Snyider è sicuramente una di quelle che si è mossa meglio nei giorni caldi della FA, senza prendere grossi gioielli ma rafforzando decisamente la squadra in vista di Ottobre.

La stagione 2015-2016:

L’anno scorso i playoff sono sfumati per un pelo, a beneficio di  Houston. Il record finale recitava 40 W e 42 L (di cui l’ultima nella partita d’addio di Kobe). Obbiettivamente la squadra ha dimostrato, durante la stagione, che forse meritava di più la sfida a Golden State in post season, rispetto ai texani. Resta il fatto che si hanno delle buoni basi per ripartire.

Da dove ripartire:

La stella della squadra: Gordon Hayward

Gordon Hayward è la stella. Il giocatore classe ’90 è stato spesso accostato ad altre squadre, e lo sarà ancora durante l’off season, ma la dirigenza di Utah ha spesso ribadito di non volersi privare di quello che, a detta di molti, merita di essere considerato come uno dei migliori 5 del suo ruolo. Affianco a Hayward i Jazz hanno piazzato innesti molto intelligenti: Boris Diaw in arrivo da San Antonio aggiunge sicuramente esperienza, così
come Joe Johnson, anch’egli arrivato in questa free agency. Nel ruolo di play, nell’attesa che Dante Exum confermi le aspettative su di lui, è arrivato da Indiana George Hill. Il front-court invece si affida ancora alla coppia Favors-Gobert.

Dove agire:

Favors-Gobert-Hayward avranno il compito di trascinare Utah ai playoff.

Rodney Hood e Alec Burks si spartiranno il ruolo di guardia. Nonostante siano entrambi ottimi giocatori servirebbe un rinforzo proprio lì. Lo starting five è senz’altro competitivo, in ogni caso. A questo si aggiunge che coach Snyder potrà contare su una panchina molto più lunga (la cortezza della panchina nella passata stagione è stata una delle cause per cui Houston ha vinto al fotofinish). Il tutto nella speranza che Exum prenda in mano le redini della regia e che Hayward si trasformi da ottimo giocatore a top player.

Obiettivi per la prossima stagione:

I playoff mancano dal 2012. Quest’anno ci devono andare, a tutti i costi. La squadra è in grado di farlo e, salvo suicidi cestistici, hanno tutte le carte in regola per riuscirci. Non è nemmeno impossibile passare il primo turno.

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