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Spurs for life: tribute to Tim Duncan (parte II)

di Gabriel Greotti

Spurs for life: tribute to Tim Duncan (parte II)

Eccoci all’atto secondo del nostro tributo ad uno dei giocatori più forti della storia di questo sport, Tim Duncan. In questo capitolo ripercorreremo la carriera NBA dell’ala grande degli Spurs, passando per curiosità, statistiche e riconoscimenti personali.

Il Draft: Draft Class 1997

Tim Duncan viene scelto con la chiamata numero uno al primo giro dai San Antonio Spurs, che ottennero la prima scelta nonostante la situazione particolare. Nella stessa stagione, infatti, i Vancouver Grizzlies ed i Boston Celtics avevano ottenuto rispettivamente 14 e 15 vittorie, contro le 20 degli Spurs, che però hanno avuto la meglio nella lottery. I Celtics chiameranno con la numero 3 Chaunchey Billups, futuro All-Star, mentre alla 7 i Raptors pescheranno Tracy McGrady, terzo All-Star della Draft Class ’97.

Nell’anno da rookie, inutile dirlo, Duncan è il Rookie of the Year con 113 preferenze su 116. Al suo primo anno tra i professionisti, Duncan mette a referto medie stagionali di 21.1 punti, 11.9 rimbalzi, 2.7 assist, 2.5 stoppate.

Il primo di cinque titoli

Nella stagione successiva, la dirigenza Spurs fa sul serio, mettendo su un roster che potesse competere per il titolo. La vera forza della franchigia di Popovich era la coppia di lunghi, formata da Tim Duncan e David Robinson. Le “Twin Towers”, come erano noti i due a San Antonio, erano due giocatori in grado di completarsi su entrambi i lati del campo. Nel supporting cast, invece, brillavano spesso Mario Ellie, Avery Johnson, Malik Rose e Steve Kerr.

La franchigia texana sembra vivere un momento perfetto: interrotta la serie vincente dei Bulls (privi di Jordan appena ritirato) e titolo NBA in 5 gare contro i Knicks. Duncan gioca delle finali da star assoluta, vincendo il titolo di MVP delle Finals. Tim diventa così il primo a vincere tale riconoscimento nella stagione da sophomore. In 17 partite dei playoff l’ala forte realizza 10 doppie-doppie, con una percentuale del 51% dal campo. Nella serie contro i Knicks, poi, il caraibico mostra il meglio del suo repertorio, facendo registrare statistiche di 27 punti, 14 rimbalzi, 2,2 stoppate in 45,8 minuti di media per ogni gara.

I primi problemi fisici

Dal 2002 al 2004, Duncan vince il premio di MVP della regular season per due volte, portando ancora San Antonio al titolo nella stagione 2002-2003. Stavolta a cadere al cospetto della compagine di Popovich sono i Nets di Jason Kidd. L’anno successivo, i texani vengono fermati dai Lakers targati Bryant – O’Neal, che verranno sconfitti in finale dai Detroit Pistons.

La stagione successiva è difficile per il gioiellino degli Spurs, che incontra i primi problemi fisici ed è alle prese con la fascite plantare. Il miglioramento generale del roster degli Spurs (in particolare di Ginobili) però, fa sì che i texani vincano il loro terzo titolo con Duncan, piegando i Pistons a gara 7. Duncan, nonostante i problemi fisici, continua a mietere medie di 21 punti e 14 rimbalzi, che gli consentono di vincere per la terza volta il premio delle MVP delle finali.

I problemi fisici del lungo si fanno sempre più acuti, e nella stagione 2005-06 gli Spurs si fermano alle semifinali di Conference al cospetto di Dirk Nowitzki ed i suoi Mavs.

Spurs Dinasty: quarto e quinto titolo

Risolti questi problemi fisici, nella stagione successiva, il caraibico gioca dei playoff stupendi, vincendo le finali di conference contro i Suns di Steve Nash in 6 gare. La serie è molto combattuta, ma Duncan la fa di nuovo da padrone: 26,8 punti, 13,7 rimbalzi, 4,2 stoppate contro Kurt Thomas. In finale, poi, i Cavaliers dell’astro nascente LeBron James, vengono spazzati via dal ciclone Spurs in 4 gare. Il premio di MVP delle finali, stavolta, è di Parker.

Dal 2007 in poi,  gli Spurs partecipano sempre alla post-season, senza però cogliere il titolo, che arriverà per l’ultima volta nel 2014 contro i Miami Heat di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh. In questo periodo Duncan continua a mietere statistiche di tutto rispetto, mantenendo medie sempre superiori ai 19 punti e 11 rimbalzi.

Doppia-doppia costante

L’annata 2012-13 è la stagione migliore di Duncan e gli Spurs. La franchigia ottiene 50 vittorie per il quattordicesimo anno consecutivo, ennesima convocazione all’All-Star Game ed ennesimo inserimento nel primo quintetto All-NBA. In finale, però, i Miami Heat la spuntano a gara 7. Da ricordare, in gara 6,  la tripla del pareggio allo scadere del quarto quarto di Ray Allen. Gli Heat vinsero poi gara 6 e gara 7 beffando Duncan e compagni. Duncan chiuderà gara 7 con 24 punti e 12 rimbalzi all’attivo, ma anche due errori pesantissimi nel finale che regalano il titolo a Miami.

Nel 2014 è dominio Spurs, che possono contare anche su nuove stelle nascenti come Kawhi Leonard. Regular season dominata con sole 20 sconfitte all’attivo, pronta rivincita per 4-1 nelle NBA Finals contro gli Heat. Nella stessa stagione, in cui gli Spurs conquistano il loro quinto titolo con Duncan, il trio Parker-Ginobili-Duncan diventa il più vincente di sempre superando Bird-McHale-Parish. Duncan, inoltre, diventa il giocatore con più minuti all’attivo nei playoff (8860) ed il giocatore ad aver fatto registrare il maggior numero di doppie-doppie nella post season (158). Oltre a tutto ciò, Duncan è ad oggi uno dei due giocatori ad aver vinto un titolo in tre decadi differenti (l’unico ad essere riuscito nell’impresa oltre a lui è John Salley).

Le ultime stagioni

Nel 2014 Duncan sfonda il muro dei 25000 punti in carriera, superando pochi mesi dopo Alex English nella classifica dei marcatori All-Time NBA, piazzandosi al 16 posto della graduatoria. Due mesi dopo diventa il nono rimbalzista All-Time scalzando Nate Thurmond, e due giorni dopo, grazie alle 3 stoppate contro i Nuggets, supera Ewing nella classifica delle stoppate. L’11 luglio scorso, dopo aver chiuso nella scorsa stagione la sua prima partita senza punti segnati, annuncia il ritiro dalla pallacanestro professionistica.

Vita fatta di grandi numeri ma anche di grande umiltà. Duncan era un lavoratore instancabile sul campo, sempre pronto a prendersi le proprie responsabilità senza lamentarsi. Giocatore mai fuori dalle righe, leader silenzioso, come silenzioso e leggero è stato il suo ritiro. Niente Decision, niente eventi mediatici, perchè lui è così: lui è The Big Fundamental.

Good Luck, Tim.

Palmares

NCAA

Individuali

  • AP Player of The Year (1997)
  • Premio John R.Wooden (1997)
  • Giocatore dell’anno (1997)
  • USBWA College Player of the Year (1997)
  • AP All-America First Team (1996, 1997)
  • AP All-America Third Team (1995)

NBA

Squadra

  • Larry O'Brien Championship Trophy.png Titoli vinti: 5
San Antonio Spurs: 1999, 2003, 2005, 2007, 2014

Individuali

  • MVP della regular season: 2
2002, 2003
  • MVP delle Finals: 3
1999, 2003, 2005
  • MVP dell’All-Star Game: 2000, a pari merito con Shaq
  • Rookie dell’anno: 1998
  • Partecipazioni all’NBA All-Star Game: 15
1998, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2013, 2015
  • NBA All-Rookie First Team (1998
  • All-NBA Team:
First Team: 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2007, 2013
Second Team: 2006, 2008, 2009
Third Team: 2010, 2015
  • NBA All-Defensive Team:
First Team: 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2005, 2007, 2008
Second Team:1998, 2004, 2006, 2009, 2010, 2013, 2015
  • Più doppie-doppie in una singola stagione nel 1998-99, 2000-01, 2001-02

Record

  • Maggior numero di doppie-doppie in gare di playoff
  • Giocatore che ha giocato più minuti in gare di playoff
  • Il 5/12/2014, contro i Memphis Grizzlies, a 38 anni e 225 giorni diventa il terzo giocatore più anziano a far registrare una tripla-doppia.

Per NBAPassion.com,
Gabriel Greotti e Salvatore Caligiuri

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