Il risultato non cambia: Team Usa
Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Il nuovo Team Usa versione 2016 vince ( 114-74) e convince nella partita amichevole giocata a Las Vegas contro l’Argentina di Ginobili. La squadra, pur orfana dei vari LeBron, Curry, Paul, Westbrook etc., continua ad essere la netta favorita per la vittoria finale delle prossime Olimpiadi di Rio e questo la dice lunga sulla superiorità del movimento cestistico statunitense rispetto al resto del mondo. Coach Mike Krzyzewski, all’ultimo suo grande evento sportivo da Head Coach della nazionale prima dell’arrivo di Popovich, ha a disposizione una squadra ricca di campioni che, però, vanno gestiti al meglio, in campo e fuori. Dall’alto della sua esperienza coach “K” ha ( l’unico) arduo compito di evitare divisioni interne allo spogliatoio e far sì che, almeno per questo mese, i giocatori mettano da parte rivalità, antipatie etc. e si concentrino su un unico, comune obiettivo, la medaglia d’oro. Sotto questo punto di vista, in realtà, gli americani da sempre hanno dimostrato una grande mentalità sportiva e quasi mai hanno portato le loro conflittualità NBA all’interno dello spogliatoio della nazionale ma, nonostante ciò, fa un certo effetto vedersi “scambiare il cinque ” Cousins e Jordan o Irving e Green. Il quintetto scelto da Coach K la notte scorsa è stato Irving-Thompson-Anthony-Durant-Cousins con DeAndre Jordan primo ad uscire dalla panchina. Probabilmente questo sarà il quintetto anche delle prime apparizioni olimpiche, anche se Butler e George scalpitano per un ruolo da titolare. Mattatore del match è stato Durant con 23 punti ma vanno evidenziate anche le prestazioni di George (18 punti) e Cousins (15 rimbalzi in 16 min).
Analisi tecnico-tattica: Punti forti
- Palle rubate ( la superiorità individuale degli americana è chiara fin da subito e nei primi due quarti la scena di Durant e George che volano al ferro è un incubo per gli argentini )
- Rimbalzi offensivi ( Jordan e Cousins dominano nel pitturato avversario con gli americani che raramente sbagliano i tiri da 2nd chance )
- Quintetto piccolo ( coach K dal secondo quarto prova, a tratti, il quintetto piccolo con Green da centro e il risultati sono ottimi in termini di circolazione di palla ed intensità)
- Spirito di squadra ( la squadra sembra molto unita e lo si nota anche dalla propensione difensiva dei leader emotivi, Anthony e Durant su tutti)
Analisi tecnico-tattica: Punti deboli
- Brutta circolazione di palla ( la volontà di passarsi il pallone c’è ma non sempre le spaziature e i movimenti sono quelli giusti, anche a causa di poco movimento senza palla )
- Troppi tiri da 3 punti. ( evidente conseguenza del punto sovrastante, obbliga gli Usa a tiri allo scadere e fuori ritmo da oltre l’arco)
- Pochi P&R con Cousins ( DMC vuole troppo il pallone tra le mani e, così facendo, Jordan, col suo “lavoro sporco”, con i suoi blocchi risulta più congeniale al ritmo offensivo collettivo )

